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Fidel Castro e quello che ignorano Trump e i suoi figuri stimolati a odiare

Fidel disse con fermezza indimenticabile che la Rivoluzione è, tra le altre cose «sfidare poderose forze dominanti dentro e fuori dall’ambito sociale e nazionale» e «non mentire mai e non violare mai i principi etici». Photo: Juvenal Balán
Fidel disse con fermezza indimenticabile che la Rivoluzione è, tra le altre cose «sfidare poderose forze dominanti dentro e fuori dall’ambito sociale e nazionale» e «non mentire mai e non violare mai i principi etici». Photo: Juvenal Balán

Data: 

06/05/2020

Fonte: 

Periódico Granma

Autore: 

Il percorso “trumpista” contro Cuba è cominciato insultando Fidel quando morì,  consegnando la politica verso l’Isola ai settori più aggressivi del sud della Florida  e  utilizzando gli “attacchi”, molto ambigui, ai suoi  diplomatici a L’Avana, per poi scalare, sino alla persecuzione delle navi che trasportano combustibile ai porti cubani.
 
Era prevedibile, era già successo: l’estremismo del Governo statunitense contro Cuba torna a stimolare  il terrorismo.
Un fanatico spara contro l’ambasciata di Cuba a Washington.
 
Non sono gli invisibili e mai provati «attacchi sonici» contro i funzionari USA a L’Avana sostenuti dall’amministrazione di Donald Trump.
 
Si tratta di proiettili sparati con un fucile d’assalto, i cui colpi sono bene in vista nella facciata della sede diplomatica cubana nella capitale degli Stati Uniti.  
 
Il percorso “trumpista” contro Cuba è cominciato insultando Fidel quando morì,  consegnando la politica verso l’Isola ai settori più aggressivi del sud della Florida  e  utilizzando gli “attacchi”, molto ambigui, ai suoi  diplomatici a L’Avana, per poi scalare, sino alla persecuzione delle navi che trasportano combustibile ai porti cubani, la sospensione dei voli  commerciali e delle navi da crociera, l’aggressione mondiale pere eliminare la collaborazione medica internazionalista cubana, la posta in vigore del capitolo III della impresentabile Legge Helms-Burton per perseguitare maggiormente l’investimento straniero in Cuba, e l’indurimento della persecuzione globale di qualsiasi gestione di commercio con un’impresa cubana. Solo nel 2019 sono state  86 le azioni dell’ amministrazione Trump contro l’Isola vicina.
 
La menzogna, il blocco economico e la violenza terrorista sono stati alleati  inseparabili nella politica di Washington verso  Cuba, ed è logico che l’uso   intensivo dei due primi termini stimolando il ritorno della terza. Quando senza etica nè scrupoli, Trump s’iscrive nella peggior tradizione politica del suo paese, ponendo il denaro delle corporazioni davanti alla vita dei suoi concittadini, con il risultato che già più di un milione di statunitensi è infettato dalla pandemia della COVID-19 e la cifra dei morti nel suo territorio supera i morti nella guerra del Vietnam.
 
Cuba –bloccata più che mai- diminuisce ogni giorno la quantità dei casi confermati e invia brigate mediche solidali in più di 20 paesi.
 
È logico che la frustrazione di chi odia porta ad azioni disperate.
 
Il ridicolo capo nel quale hanno posto la speranza di far cadere la Rivoluzione cubana, affonda nel fango e la sua possibilità d’essere rieletto diminuiscono con lo stesso ritmo con cui, in queste circostanze straordinarie, l’esempio di Cuba è sempre più ammirato per la sua capacità d’imporsi alla scarsità indotta dagli Stati Uniti, e non le basta salvare se stessa, ma aiuta come chi più aiuta a salvare l’umanità.
 
Di fronte alla tiepida reazione delle autorità statunitensi nel condannare l’azione terrorista contro l’Ambasciata cubana, brilla più che mai quel Fidel Castro che, dalla sua miseria morale, Donald Trump ha tentato d’offendere.
 
Il Fidel dalla «condotta differente», che avvisò il presidente Ronald Reagan, uno dei suoi avversari più feroci, di un attentato contro la sua vita e offerse al governo di un altro avversario, George W. Bush, gli aeroporti cubani per accogliere gli aerei che non sapevano dove atterrare, dopo l’attacco alle Torri Gemelle di Nuova York.
 
Questo 1º maggio milioni di cubani e cubane hanno ricordato che 20 anni fa , Fidel espresse con fermezza indimenticabile che  Rivoluzione è, tra le altre cose, «sfidare poderose forze dominanti dentro e fuori dall’ambito sociale e nazionale» e «non mentire mai, né violare etici».
 
Lo saprà Trump, lo saprà  il frustrato figuro carico di odio che ha sparato contro l’ambasciata cubana? Converrebbe loro, per non perdere il loro tempo  inulteriori frustrazioni.