News
Chavez fa un appello per preservare le conquiste rivoluzionarie con il referendum
Il presidente Hugo Chavez ha fatto un appello ai venezuelani per preservare le conquiste della rivoluzione col suo voto il prossimo 15 febbraio nel referendum costituzionale che permetterebbe la rielezione continua delle cariche pubbliche. Nel suo articolo “Le Linee di Chavez” intitolato “Costruendo dignità”, divulgato oggi in più di una trentina di giornali, lo statista segnala che il progetto che conduce dal 1999 ha provocato un grande cambiamento in Venezuela.
Source
PL
Date
Il presidente Hugo Chavez ha fatto un appello ai venezuelani per preservare le conquiste della rivoluzione col suo voto il prossimo 15 febbraio nel referendum costituzionale che permetterebbe la rielezione continua delle cariche pubbliche. Nel suo articolo “Le Linee di Chavez” intitolato “Costruendo dignità”, divulgato oggi in più di una trentina di giornali, lo statista segnala che il progetto che conduce dal 1999 ha provocato un grande cambiamento in Venezuela.
Riferendosi all'inizio di questo anno quando si è fatta la consegna dei crediti a piccoli produttori che nel 2009 si avvicinerà ai due mila milioni di dollari, il capo di Stato espressa che la continuità di tutto è quella che potranno preservare domenica prossima.
Qui nessuno dava appoggio con un credito alle piccole imprese, molto meno alle cooperative, ricorda Chavez affermando che tutti erano nelle mani del capitalismo selvaggio e la sua voracità speculativa.
“Questo è finito in Venezuela; e questo è quello che precisamente vogliamo preservare col voto per il Sì il 15 febbraio!”, ha scritto lo statista nella sua colonna di questo martedì, uno delle tre che tutte le settimane pubblica nei mezzi locali dal gennaio scorso.
Chavez riferisce che con lo sviluppo delle missioni sociali (programmi) per il suo governo ha cercato di dare dignità al popolo e di realizzare dei fatti, come fornire di acqua potabile a oltre il 90% dei suoi 28 milioni di abitanti.
Questo è precisamente quello che cerchiamo e vogliamo appoggiare la prossima domenica 15 febbraio votando per il Sì, assicura il dignitario in allusione alla consultazione per la quale sono convocati quasi 17 milioni di venezuelani.
“Ma, compatrioti, non lo dimentichiamo: la grande sfida che abbiamo ora davanti è trasformare tutta quella massa in voti per il Sì, per continuare a costruire la patria degna, la società socialista”, sottolinea.
Se verrà appoggiata la proposta di modificazione della Magna Carta, si eliminerebbero i limiti temporanei per la candidatura successiva del capo di Stato, dei governatori, dei sindaci, dei deputati e dei legislatori regionali.
Riferendosi all'inizio di questo anno quando si è fatta la consegna dei crediti a piccoli produttori che nel 2009 si avvicinerà ai due mila milioni di dollari, il capo di Stato espressa che la continuità di tutto è quella che potranno preservare domenica prossima.
Qui nessuno dava appoggio con un credito alle piccole imprese, molto meno alle cooperative, ricorda Chavez affermando che tutti erano nelle mani del capitalismo selvaggio e la sua voracità speculativa.
“Questo è finito in Venezuela; e questo è quello che precisamente vogliamo preservare col voto per il Sì il 15 febbraio!”, ha scritto lo statista nella sua colonna di questo martedì, uno delle tre che tutte le settimane pubblica nei mezzi locali dal gennaio scorso.
Chavez riferisce che con lo sviluppo delle missioni sociali (programmi) per il suo governo ha cercato di dare dignità al popolo e di realizzare dei fatti, come fornire di acqua potabile a oltre il 90% dei suoi 28 milioni di abitanti.
Questo è precisamente quello che cerchiamo e vogliamo appoggiare la prossima domenica 15 febbraio votando per il Sì, assicura il dignitario in allusione alla consultazione per la quale sono convocati quasi 17 milioni di venezuelani.
“Ma, compatrioti, non lo dimentichiamo: la grande sfida che abbiamo ora davanti è trasformare tutta quella massa in voti per il Sì, per continuare a costruire la patria degna, la società socialista”, sottolinea.
Se verrà appoggiata la proposta di modificazione della Magna Carta, si eliminerebbero i limiti temporanei per la candidatura successiva del capo di Stato, dei governatori, dei sindaci, dei deputati e dei legislatori regionali.
