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Voci importanti contro il bloqueo imposto a Cuba dagli Stati Uniti
Un numero maggiore di voci si uniscono oggi contro il bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba dagli Stati Uniti, afferma la relazione dell'isola contro questa politica che sarà messa in votazione alle Nazioni Unite.
مصدر
Prensa Latina
التاريخ
Un numero maggiore di voci si uniscono oggi contro il bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba dagli Stati Uniti, afferma la relazione dell'isola contro questa politica che sarà messa in votazione alle Nazioni Unite.
Assicura il documento, rilasciato dal Ministero degli Affari Esteri, che da diversi paesi del mondo e dall'interno degli USA si esige sempre con più forza l'eliminazione di tali sanzioni unilaterali.
Secondo il documento, il 18 maggio 2013, la rappresentante Kathy Castor ha pubblicato un articolo sul giornale Tampa Bay Times intitolato: “Quello che imparai a Cuba”, in cui lei esprime la necessità che gli Stati Uniti riconoscano i cambiamenti che stanno avvenendo nell'isola caraibica.
Castor esorta il presidente Obama ed il segretario di Stato, John Kerry, ad intraprendere le azioni necessarie per promuovere i negoziati diretti con Cuba e li esorta a sollevare il bloqueo, eliminare le restrizioni di viaggi dei nordamericani od almeno stabilire una licenza generale per questo scopo.
Esorta anche a normalizzare i rapporti bilaterali, togliere Cuba dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, promuovere lo scambio con l'isola per approfittare i vantaggi del porto del Mariel, in provincia d’Artemisia ed intensificare la cooperazione in settori quali l'esplorazione petrolifera e l'ambiente.
Il giornale Northwest Florida Daily News, ha pubblicato il 10 giugno 2013, un editoriale che chiede agli americani di viaggiare a Cuba legalmente attraverso i contatti tra i popoli.
È inoltre favorevole per la fine del bloqueo, ed invita i suoi lettori ad ignorare il senatore Marco Rubio ed i rappresentanti del Sud della Florida.
Un articolo di Katrina Vanden Heulen, editrice della rivista The Nation è stato pubblicato nel luglio del 2013 sul quotidiano Washington Post con il titolo: Gli Stati Uniti devono togliere il bloqueo a Cuba.
Vanden Heulen ha sottolineato che il bloqueo è una vecchia politica che è servita soltanto a dare prestigio a Cuba ed ad isolare gli Stati Uniti dall’America Latina e mette in evidenza il concetto positivo dei cambiamenti economici sull'isola.
Inoltre, il 16 agosto 2013, la Sezione della Regione Medio Ovest della Conferenza Legislativa del Consiglio dei Governi Statali, a cui appartengono gli stati dell’Illinois, Indiana, Iowa, Kansas, Michigan, Minnesota, Nebraska, North Dakota, Ohio, South Dakota, Wisconsin, ha adottato una risoluzione che condanna il bloqueo, che sostiene che questa politica limita le loro possibilità commerciali.
Nel settembre del 2013, il reverendo Richard Pates, presidente del Comitato Internazionale di Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale, ha preteso la normalizzazione delle relazioni con Cuba e di ritirare l'isola dalla lista dei paesi che sponsorizzano il terrorismo in una lettera a Susan Rice, consigliere per la Sicurezza Nazionale alla Casa Bianca.
Tra gli altri esempi, il testo sottolinea come il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in un evento di beneficenza per il Partito Democratico, ha riconosciuto l'obsolescenza della politica nei confronti di Cuba ed ha messo in discussione l'efficacia della stessa nelle condizioni attuali.
Sottolinea che seconda Obama, tale politica deve continuare ad essere aggiornata in forma "creativa e riflessiva".
Il progetto di risoluzione è stato presentato 22 volte consecutive e nel prossimo mese d’ottobre sarà sottoposto a votazione.
Lo scorso anno, 188 nazioni congiunte hanno condannato il bloqueo, solo due paesi hanno votato contro e tre si sono astenuti.
Assicura il documento, rilasciato dal Ministero degli Affari Esteri, che da diversi paesi del mondo e dall'interno degli USA si esige sempre con più forza l'eliminazione di tali sanzioni unilaterali.
Secondo il documento, il 18 maggio 2013, la rappresentante Kathy Castor ha pubblicato un articolo sul giornale Tampa Bay Times intitolato: “Quello che imparai a Cuba”, in cui lei esprime la necessità che gli Stati Uniti riconoscano i cambiamenti che stanno avvenendo nell'isola caraibica.
Castor esorta il presidente Obama ed il segretario di Stato, John Kerry, ad intraprendere le azioni necessarie per promuovere i negoziati diretti con Cuba e li esorta a sollevare il bloqueo, eliminare le restrizioni di viaggi dei nordamericani od almeno stabilire una licenza generale per questo scopo.
Esorta anche a normalizzare i rapporti bilaterali, togliere Cuba dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, promuovere lo scambio con l'isola per approfittare i vantaggi del porto del Mariel, in provincia d’Artemisia ed intensificare la cooperazione in settori quali l'esplorazione petrolifera e l'ambiente.
Il giornale Northwest Florida Daily News, ha pubblicato il 10 giugno 2013, un editoriale che chiede agli americani di viaggiare a Cuba legalmente attraverso i contatti tra i popoli.
È inoltre favorevole per la fine del bloqueo, ed invita i suoi lettori ad ignorare il senatore Marco Rubio ed i rappresentanti del Sud della Florida.
Un articolo di Katrina Vanden Heulen, editrice della rivista The Nation è stato pubblicato nel luglio del 2013 sul quotidiano Washington Post con il titolo: Gli Stati Uniti devono togliere il bloqueo a Cuba.
Vanden Heulen ha sottolineato che il bloqueo è una vecchia politica che è servita soltanto a dare prestigio a Cuba ed ad isolare gli Stati Uniti dall’America Latina e mette in evidenza il concetto positivo dei cambiamenti economici sull'isola.
Inoltre, il 16 agosto 2013, la Sezione della Regione Medio Ovest della Conferenza Legislativa del Consiglio dei Governi Statali, a cui appartengono gli stati dell’Illinois, Indiana, Iowa, Kansas, Michigan, Minnesota, Nebraska, North Dakota, Ohio, South Dakota, Wisconsin, ha adottato una risoluzione che condanna il bloqueo, che sostiene che questa politica limita le loro possibilità commerciali.
Nel settembre del 2013, il reverendo Richard Pates, presidente del Comitato Internazionale di Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale, ha preteso la normalizzazione delle relazioni con Cuba e di ritirare l'isola dalla lista dei paesi che sponsorizzano il terrorismo in una lettera a Susan Rice, consigliere per la Sicurezza Nazionale alla Casa Bianca.
Tra gli altri esempi, il testo sottolinea come il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in un evento di beneficenza per il Partito Democratico, ha riconosciuto l'obsolescenza della politica nei confronti di Cuba ed ha messo in discussione l'efficacia della stessa nelle condizioni attuali.
Sottolinea che seconda Obama, tale politica deve continuare ad essere aggiornata in forma "creativa e riflessiva".
Il progetto di risoluzione è stato presentato 22 volte consecutive e nel prossimo mese d’ottobre sarà sottoposto a votazione.
Lo scorso anno, 188 nazioni congiunte hanno condannato il bloqueo, solo due paesi hanno votato contro e tre si sono astenuti.
