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Dimensione sociale della crisi dibattuta in incontro di economisti
La dimensione sociale della crisi si dibatterà oggi nell'ultima sessione del XII Incontro Internazionale di Economisti su Globalizzazione e Problemi dello Sviluppo. Continuerà l'analisi degli aspetti sociali della recessione, ma con speciale enfasi nella situazione contemporanea della disoccupazione.
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Prensa Latina
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La dimensione sociale della crisi si dibatterà oggi nell'ultima sessione del XII Incontro Internazionale di Economisti su Globalizzazione e Problemi dello Sviluppo. Continuerà l'analisi degli aspetti sociali della recessione, ma con speciale enfasi nella situazione contemporanea della disoccupazione.
Le discussioni tratteranno il ruolo dei BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) nell'economia mondiale, approfondiranno le relazioni attuali tra Russia ed America Latina e le specificità della Cina nella congiuntura attuale.
Si abborderà anche l'aspetto culturale come parte dell'integrazione latinoamericana, il ruolo dell'arte e della letteratura nello sviluppo e l'impatto della crisi nel cinema, la plastica e la musica.
Tra le attività colaterali starà la presentazione del libro “Istoria Critica del FMI”, del professore Óscar Ugarteche, dell'Università Nazionale Autonoma del Messico.
Proseguirà la riflessione intorno alla natura della recessione, se è una crisi del tipico ciclo capitalista o se c'è una fenditura del sistema, incapace di proteggere la sua base, ma dalla multidimensionalità del fenomeno (energetica, finanziatrice, medioambietal).
L'evento riunisce ad accademici di tutti i continenti, tra loro, oltre ad economisti, assistono politologi, etnologi e giuristi appartenenti a differenti scuole di pensiero, quello che permette di analizzare la problematica da differenti sguardi.
Condividono circa mille 500 studiosi circa 40 paesi.
I dibattiti della giornata anteriore si sono incentrate nella relazione tra ecosistema e sviluppo sostenibile e l'integrazione davanti ai Trattati di Libero Commercio (TLC).
Si è approfondito negli effetti economici del cambiamento climatico nei paesi sottosviluppati e le misure per affrontarli, come l'urgenza di avanzare verso un sviluppo sostenibile nella cornice della globalizzazione attuale e il ruolo delle nuove tecnologie per riuscire questo obiettivo.
Le discussioni tratteranno il ruolo dei BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) nell'economia mondiale, approfondiranno le relazioni attuali tra Russia ed America Latina e le specificità della Cina nella congiuntura attuale.
Si abborderà anche l'aspetto culturale come parte dell'integrazione latinoamericana, il ruolo dell'arte e della letteratura nello sviluppo e l'impatto della crisi nel cinema, la plastica e la musica.
Tra le attività colaterali starà la presentazione del libro “Istoria Critica del FMI”, del professore Óscar Ugarteche, dell'Università Nazionale Autonoma del Messico.
Proseguirà la riflessione intorno alla natura della recessione, se è una crisi del tipico ciclo capitalista o se c'è una fenditura del sistema, incapace di proteggere la sua base, ma dalla multidimensionalità del fenomeno (energetica, finanziatrice, medioambietal).
L'evento riunisce ad accademici di tutti i continenti, tra loro, oltre ad economisti, assistono politologi, etnologi e giuristi appartenenti a differenti scuole di pensiero, quello che permette di analizzare la problematica da differenti sguardi.
Condividono circa mille 500 studiosi circa 40 paesi.
I dibattiti della giornata anteriore si sono incentrate nella relazione tra ecosistema e sviluppo sostenibile e l'integrazione davanti ai Trattati di Libero Commercio (TLC).
Si è approfondito negli effetti economici del cambiamento climatico nei paesi sottosviluppati e le misure per affrontarli, come l'urgenza di avanzare verso un sviluppo sostenibile nella cornice della globalizzazione attuale e il ruolo delle nuove tecnologie per riuscire questo obiettivo.
