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Ahmadinejad condanna gli omicidi degli scienziati nucleari iraniani
L'Iran affermò oggi che gli omicidi dei suoi scienziati nucleari sono un chiaro indicativo della bancarotta dell’Occidente, alle cui potenze ha chiesto di includere il caso più recente nell'agenda delle prossime negoziazioni. In un messaggio pubblicato questo martedì, il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha condannato quelli che definì come poteri egoisti egemonici e globali per ricorrere all'eliminazione fisica di persone che li hanno affrontati.
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Prensa Latina
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L'Iran affermò oggi che gli omicidi dei suoi scienziati nucleari sono un chiaro indicativo della bancarotta dell’Occidente, alle cui potenze ha chiesto di includere il caso più recente nell'agenda delle prossime negoziazioni. In un messaggio pubblicato questo martedì, il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha condannato quelli che definì come poteri egoisti egemonici e globali per ricorrere all'eliminazione fisica di persone che li hanno affrontati.
Le mani diaboliche di agenti arroganti e sionisti (dei paesi occidentali e di Israele) un'altra volta hanno privato i circoli accademici e scientifici dell'Iran di un altro giovane investigatore, si dispiacque il mandatario in allusione alla morte in un attentato di Mostafa Ahmadi-Roshan.
Ahmadi-Roshan, assassinato l’11 gennaio con una bomba magnetica attaccata alla sua auto da una motocicletta in movimento, era professore universitario dell'Università di Tecnologia ed Ingegneria Chimica, e vicedirettore di merceologia dell’impianto atomico di Natanz.
Il Presidente ha fatto notare che chi ha pensato di poter far fallire il progresso della Repubblica Islamica con atti terroristi deve sapere che tali azioni non ostacoleranno il sentiero dello sviluppo, ma consolideranno la determinazione del paese ad avanzare in vari campi.
L'azione violenta, successa in mezzo ad una pericolosa tensione nel golfo Persico dovuta alle minacce ed alle sanzioni degli Stati Uniti e dell'Unione Europea alla nazione persiana, ha generato profondo malessere e multiple condanne dentro e fuori dalle frontiere.
Questa settimana, il primo vicepresidente iraniano, Mohammad-Reza Rahimi, segnalò che i nemici della rivoluzione islamica hanno capito che con sanzioni, imposizione di guerre e creazione di ostacoli non possono frenare il progresso scientifico e per ciò ricorrono all'assassinio.
Candidati presidenziali statunitensi hanno fatto un appello in novembre passato a portare a termine operazioni segrete contro installazioni e personalità scientifiche locali, in preparazione agli attacchi militari ed ai sabotaggi al programma nucleare iraniano.
D'altra parte, un deputato del Majlis (congresso nazionale) ha esatto che si aggiunga il tema dell'assassinio di Ahmadi-Roshan nell'agenda delle prossime conversazioni nucleari tra Iran ed il Gruppo 5+1 (i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle ONU più la Germania).
Il proposito è che questi governi mettano in chiaro le loro posizioni sull'attentato, spiegò il capo della commissione di sicurezza nazionale e politica estera del parlamento iraniano, Esmail Kowsari, in riferimento all'incontro previsto con la Turchia.
Le mani diaboliche di agenti arroganti e sionisti (dei paesi occidentali e di Israele) un'altra volta hanno privato i circoli accademici e scientifici dell'Iran di un altro giovane investigatore, si dispiacque il mandatario in allusione alla morte in un attentato di Mostafa Ahmadi-Roshan.
Ahmadi-Roshan, assassinato l’11 gennaio con una bomba magnetica attaccata alla sua auto da una motocicletta in movimento, era professore universitario dell'Università di Tecnologia ed Ingegneria Chimica, e vicedirettore di merceologia dell’impianto atomico di Natanz.
Il Presidente ha fatto notare che chi ha pensato di poter far fallire il progresso della Repubblica Islamica con atti terroristi deve sapere che tali azioni non ostacoleranno il sentiero dello sviluppo, ma consolideranno la determinazione del paese ad avanzare in vari campi.
L'azione violenta, successa in mezzo ad una pericolosa tensione nel golfo Persico dovuta alle minacce ed alle sanzioni degli Stati Uniti e dell'Unione Europea alla nazione persiana, ha generato profondo malessere e multiple condanne dentro e fuori dalle frontiere.
Questa settimana, il primo vicepresidente iraniano, Mohammad-Reza Rahimi, segnalò che i nemici della rivoluzione islamica hanno capito che con sanzioni, imposizione di guerre e creazione di ostacoli non possono frenare il progresso scientifico e per ciò ricorrono all'assassinio.
Candidati presidenziali statunitensi hanno fatto un appello in novembre passato a portare a termine operazioni segrete contro installazioni e personalità scientifiche locali, in preparazione agli attacchi militari ed ai sabotaggi al programma nucleare iraniano.
D'altra parte, un deputato del Majlis (congresso nazionale) ha esatto che si aggiunga il tema dell'assassinio di Ahmadi-Roshan nell'agenda delle prossime conversazioni nucleari tra Iran ed il Gruppo 5+1 (i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle ONU più la Germania).
Il proposito è che questi governi mettano in chiaro le loro posizioni sull'attentato, spiegò il capo della commissione di sicurezza nazionale e politica estera del parlamento iraniano, Esmail Kowsari, in riferimento all'incontro previsto con la Turchia.
