Olga Salanueva: solidarietà, chiave per liberazione dei Cinque
Olga Salanueva sottolineò oggi qui l’appoggio di organizzazioni politiche e sociali nella festa de L´Humanité alla lotta per la liberazione dei Cinque cubani ingiustamente condannati negli Stati Uniti.
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Prensa Latina
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Olga Salanueva sottolineò oggi qui l’appoggio di organizzazioni politiche e sociali nella festa de L´Humanité alla lotta per la liberazione dei Cinque cubani ingiustamente condannati negli Stati Uniti. 

La moglie di Renè Gonzalez, uno dei Cinque, partecipò come invitata speciale al festival annuale del giornale francese, celebrato dal 14 al 16 di questo mese nella piazza di La Courneuve, nella periferia di questa capitale. 

Sono stati tre giorni di festa, ma anche di dibattiti, di riunioni, di preoccupazione per quello che sta succedendo nel mondo e di molta solidarietà con l'America Latina, col processo bolivariano e particolarmente con Cuba ed i Cinque, dichiarò Salanueva a Prensa Latina. 

La moglie di Renè ha assistito ad incontri organizzati da France Cuba e Cuba Sì Francia e si riunì con dirigenti di diversi partiti di sinistra, sindacati ed organizzazioni sociali. 

Partecipò anche ad un Mensa Rotonda su “Interventismo ed ingerenza in America Latina”, organizzata nello stand dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America. 

“In una conversazione telefonica con Renè, io gli dicevo che quasi tutto il mondo conosce qui i Cinque”, ha affermato Salanueva e ricordò che la solidarietà ha svolto un ruolo chiave nella battaglia per fare conoscere al mondo le ingiustizie commesse in questo processo ed esigere il ritorno dei Cinque alla loro patria. 

Renè, insieme ad Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Gerardo Hernandez sono stati sanzionati in un giudizio imbrogliato a Miami con smisurate pene che vanno da 15 anni fino ad un doppio ergastolo più 15 anni, per mettere in allerta il loro paese dagli atti terroristi organizzati in territorio statunitense. 

Nel caso di Renè, lui ha già compiuto la sua sentenza e tuttavia è stato condannato a rimanere più di tre anni in questo paese sotto libertà vigilata. 

La procura statunitense ha respinto una mozione presentata davanti alla corte del distretto meridionale della Florida, nella quale si sollecitava gli fossero modificate queste condizioni e gli fosse permesso di compiere il resto del tempo nel suo paese. 

Nella risposta, la procura espose in tre occasioni che non può accettare il sollecito perché Renè non si è pentito. 

“Indubbiamente nessuno dei Cinque si pentirà perché nessun uomo degno può pentirsi di avere lottato contro il terrorismo”, ha concluso Olga Salanueva.