Infos
Segnalata la trascendenza della Rivoluzione Cubana
Se la Rivoluzione Cubana fosse stata sconfitta prima o dopo del 1º gennaio del 1959, la storia dei popoli di Nuestra America sarebbe stata dura e amara e il cammino della libertà sarebbe stato più lungo.
Source
Periódico Granma
Date
Se la Rivoluzione Cubana fosse stata sconfitta prima o dopo del 1º gennaio del 1959, la storia dei popoli di Nuestra America sarebbe stata dura e amara e il cammino della libertà sarebbe stato più lungo.
Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ha fatto queste affermazioni durante la bella cerimonia realizzata nel Teatro Municipale di Caracas, per commemorare i 55 anni dal trionfo dell’Esercito Ribelle sulla tirannia pro imperialista di Fulgencio Batista.
Con la presenza di ministri, ambasciatori di vari Paesi, deputati, l’Alto Comando Militare e rappresentanti di movimenti sociali, Maduro ha ricordato le lotte del popolo cubano ed ha parlato dell’idea di Bolívar di lanciarsi nei Caraibi per conquistare l’indipendenza della più grande delle Antille. Inoltre ha parlato del sacrificio di José Martí, che ha definito “il più grande bolivariano della storia”.
Il capo di Stato ha sottolineato che precisamente dello spirito martiano si nutrì la Generazione del Centenario, che prese il cammino delle armi, l’unico possibile in quel momento e costruì una Rivoluzione socialista che ha marcato tutto il XX secolo.
Il Presidente ha detto che questo esempio della prima Rivoluzione che ha sconfitto l’impero nordamericano si è moltiplicato, ed è servito come ispirazione per uomini come Hugo Chávez, che non ha mai nascosto il suo rispetto e la sua ammirazione per il processo d’emancipazione cubano.
Emozionato, Maduro ha raccontato che proprio quando conobbe personalmente Chávez, nel dicembre del 1993, nel carcere di Yare, questi aveva sul suo modesto letto, sottolineato e marcato “Un chicco di mais”, il libro del nicaraguense Tomás Borge, una lunga intervista con Fidel.
Maduro ha approfittato dell’occasione per inviare un saluto al leader storico della Rivoluzione e a Raúl, ed ha riconosciuto che grazie a Chávez è stata tessuta una bella amicizia tra i due popoli “che noi dobbiamo mantenere ed accrescere”.
Ha poi parlato del prestigio che Cuba ha conquistato internazionalmente e del prossimo Vertice a l’Avana (il 28 e 29 gennaio) della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC), la cui presidenza pro tempore è tenuta da Cuba.
“Io approfitterò della mia visita nella capitale cubana per continuare a potenziare l’integrazione tra i due popoli e ad avanzare nei progetti congiunti di cooperazione nelle aree scientifiche, economiche, tecnologiche ed energetiche, tra l’altro.
Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ha fatto queste affermazioni durante la bella cerimonia realizzata nel Teatro Municipale di Caracas, per commemorare i 55 anni dal trionfo dell’Esercito Ribelle sulla tirannia pro imperialista di Fulgencio Batista.
Con la presenza di ministri, ambasciatori di vari Paesi, deputati, l’Alto Comando Militare e rappresentanti di movimenti sociali, Maduro ha ricordato le lotte del popolo cubano ed ha parlato dell’idea di Bolívar di lanciarsi nei Caraibi per conquistare l’indipendenza della più grande delle Antille. Inoltre ha parlato del sacrificio di José Martí, che ha definito “il più grande bolivariano della storia”.
Il capo di Stato ha sottolineato che precisamente dello spirito martiano si nutrì la Generazione del Centenario, che prese il cammino delle armi, l’unico possibile in quel momento e costruì una Rivoluzione socialista che ha marcato tutto il XX secolo.
Il Presidente ha detto che questo esempio della prima Rivoluzione che ha sconfitto l’impero nordamericano si è moltiplicato, ed è servito come ispirazione per uomini come Hugo Chávez, che non ha mai nascosto il suo rispetto e la sua ammirazione per il processo d’emancipazione cubano.
Emozionato, Maduro ha raccontato che proprio quando conobbe personalmente Chávez, nel dicembre del 1993, nel carcere di Yare, questi aveva sul suo modesto letto, sottolineato e marcato “Un chicco di mais”, il libro del nicaraguense Tomás Borge, una lunga intervista con Fidel.
Maduro ha approfittato dell’occasione per inviare un saluto al leader storico della Rivoluzione e a Raúl, ed ha riconosciuto che grazie a Chávez è stata tessuta una bella amicizia tra i due popoli “che noi dobbiamo mantenere ed accrescere”.
Ha poi parlato del prestigio che Cuba ha conquistato internazionalmente e del prossimo Vertice a l’Avana (il 28 e 29 gennaio) della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC), la cui presidenza pro tempore è tenuta da Cuba.
“Io approfitterò della mia visita nella capitale cubana per continuare a potenziare l’integrazione tra i due popoli e ad avanzare nei progetti congiunti di cooperazione nelle aree scientifiche, economiche, tecnologiche ed energetiche, tra l’altro.
