Fanno gli auguri ai Cinque cubani per la Festa del Papà
Con motivo di celebrarsi questo mese la Festa del Papà a Cuba, l'associazione di solidarietà belga Amici di Cuba inviò un affettuoso augurio ai Cinque cubani ingiustamente condannati negli Stati Uniti.
Источник
Prensa Latina
Дата
Con motivo di celebrarsi questo mese la Festa del Papà a Cuba, l'associazione di solidarietà belga Amici di Cuba inviò un affettuoso augurio ai Cinque cubani ingiustamente condannati negli Stati Uniti. 

La presidentessa nazionale dell'organizzazione, Alexandra Dirckx, ha ricordato che Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez non possono stare con i loro parenti ed amici in questo giorno tanto speciale. 

Dirckx partecipò ad un incontro con i membri della brigata Carlos Habrè che recentemente lavorarono nella restaurazione di un centro di sanità nella provincia cubana di Pinar del Rio. 

L'attivista colse l'occasione per estendere il suo saluto solidale a tutti i genitori della maggiore delle Antille. 

Allo stesso modo, alunni della scuola media belga Technische Scholen Mechelen hanno scritto lettere ai Cinque cubani condannati negli Stati Uniti per ostacolare atti terroristi contro il loro paese. 

In una missiva diretta a Gerardo Hernandez, gli studenti l'informarono sul percorso realizzato da vari gruppi nel paese per spiegare la loro situazione e reclamare la loro immediata liberazione. 

“Abbiamo riunito più firme che i giorni che voi siete stati in prigione dice la lettera, ed aggrega perfino la più silenziosa delle voci può ascoltarsi, quando si moltiplica. Possiamo ed otterremo la vostra libertà”. 

Il professore di matematica Marc Vandepitte che ha visitato in due opportunità Gerardo nella prigione, espose come a Miami i veri terroristi stanno in libertà, mentre I Cinque sono stati condannati a pene assurde. 

L'alunna Manon Van Beneden scrisse al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per manifestarle la sua preoccupazione per l'ingiustizia commessa in questo caso. “Loro tentavano di proteggere il loro paese e dovuto a questo sono stati condannati a lunghe pene in prigione”, disse Van Beneden al mandatario nordamericano.