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Energie rinnovabili, un’esperienza dell’Isola della Gioventù
Coccodrillo, una isolata comunità di solo 80 case e di 230 abitanti nella zona sud dell’Isola della Gioventù, a sud di Cuba, ha garantito il servizio elettrico durante 24 ore al giorno grazie all’uso di fonti di energie rinnovabili, in speciale provenienti dalla gassificazione della biomassa forestale a partire dai rifiuti del bosco.
Источник
Prensa Latina
Дата
Coccodrillo, una isolata comunità di solo 80 case e di 230 abitanti nella zona sud dell’Isola della Gioventù, a sud di Cuba, ha garantito il servizio elettrico durante 24 ore al giorno grazie all’uso di fonti di energie rinnovabili, in speciale provenienti dalla gassificazione della biomassa forestale a partire dai rifiuti del bosco.
Un’istallazione di 50 kilowatt (Kw) basata in questa tecnologia è da un anno funzionante in questo paese, ed oltre alle case, fornisce l’elettricità ad una scuola elementare, una panetteria ed al sistema di somministrazione d’acqua potabile.
L’equipaggiamento è stato donato dall’Organizzazione delle Nazione Unite per lo Sviluppo Industriale (ONUDI) tramite un progetto di sviluppo di energie rinnovabili che potrebbe venire applicato in altre parti di Cuba ed a anche nei paesi dell’America Latina tramite la cooperazione Sud-Sud.
In un evento internazionale sulle energie rinnovabili in Cuba hanno divulgato tra gli esperti latinoamericani ed europei i particolari dell’uso della gassificazione della biomassa forestale per generare elettricità in questo territorio insulare situato a sud dell’arcipelago cubano, considerato come un luogo molto turistico e di prospettive agricole che per la sua piccola misura è una regione molto vulnerabile al cambio climatico e con difficoltà per il rifornimento energetico.
Nell’incontro che è durato due giorni nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana e che si è trasferito dopo al riferito territorio isolano, hanno partecipato esponenti di Cuba, Messico, Argentina, Repubblica Dominicana, Olanda, Austria, Brasile, tra gli altri, che hanno discusso su queste tecnologie.
Si tratta del progetto dell’ONUDI più importante avviato in questo paese caraibico negli ultimi 10 anni, che ha anche tenuto conto dell’uso dell’energia eolica e di quella fotovoltaica, ed ha incluso la preparazione del personale, la creazione delle entità per promuovere le energie rinnovabili, così come il trasferimento di tecnologie per il disegno, la fabbricazione e l’operazione di attrezzature che gassificano la biomassa forestale.
Addizionalmente si è realizzata la fabbricazione di quattro prototipi di piccoli aero-generatori, con la partecipazione della Facoltà di Meccanica dell’Istituto Superiore Politecnico Josè Antonio Echeverria, a L’Avana e una mappa eolica dell’Isola della Gioventù.
D’altronde, sebbene non abbia avuto i risultati sperati, si è costruito un prototipo di macchina per tagliare Marabù, una pianta che invade e colpisce l’agricoltura cubana.
E’ anche stato creato un parco eolico resistente agli uragani, un altro fotovoltaico, costruiti tramite il progetto che ha implementato ONUDI con l’appoggio del Fondo Globale di Investimenti (GEF) del Programma delle Nazioni Unite per il Medio Ambiente e del governo cubano.
Nello stesso modo, la semina di boschi energetici per garantire il rifornimento di biomassa alle future istallazioni di massificazione per generare elettricità ed una centrale elettrica di 500 kilowatt, che funziona tramite la massificazione della biomassa forestale a nord dell’isola.
ENERGIE RINNOVABILI, UNA POLITICA FUTURISTA A CUBA, SECONDO L’ONUDI
I risultati di questo progetto augurano un nuovo passo per la cooperazione sud-sud nella sfera delle fonti di energie rinnovabili, includendo lo scambio d’informazione, la captazione, le tecnologie ed altri obiettivi tra i paesi in sviluppo, ha indicato Diego Masera, capo dell’unità di Energia Rinnovabile e Rurale dell’ONUDI.
Masera ha affermato ai presenti nell’evento che Cuba ha una politica futurista nel settore delle energie rinnovabili ed è diventata un riferimento per l’America Latina e per i Caraibi nell’uso della biomassa.
L’esperto dell’ONUDI, che ha tenuto una conferenza sulla massificazione della biomassa come energia rinnovabile per lo sviluppo sostenibile, ha sottolineato che Cuba favorisce lo sviluppo delle energie rinnovabili e avvia un forte aggiornamento tecnico locale.
Il capo dell’unità di Energia Rinnovabile e Rurale dell’ONUDI ha sottolineato la partecipazione ed il compromesso del governo cubano nella creazione di un fondo per gli investimenti nei confronti delle energie rinnovabili con un senso economico, sociale e ambientale.
Secondo Masera, queste tecnologie hanno un enorme potenziale per la cooperazione sud-sud, perché si adattano alle condizioni dei diversi paesi e si basano nella creazione di fonti di posti di lavoro, nell’uso delle risorse naturali esistenti, nella sostituzione delle importazioni di combustibili e nella riduzione nell’emissione di gas ad effetto serra nell’atmosfera terrestre.
L’ESPERIENZA CUBANA PERMETTERA’ CHIARIRE I DUBBI RISPETTO ALL’USO DELLA BIOMASSA
Una serie presentazioni di studiosi locali rispetto ai progetti di massificazione della biomassa, l’assimilazione delle tecnologie e le lezioni apprese a Cuba hanno caratterizzato questo incontro internazionale.
Lo specialista in Bioenergia Alfredo Curbelo ha indicato che l’esperienza di Cuba rispetto all’uso della biomassa per generare elettricità permetterà chiarire molti dubbi al rispetto in America Latina.
Il capo del gruppo di Bioenergia nell’impresa Cubaenergia ha sottolineato che il progetto avviato nell’isola della Gioventù promuove la combinazione di fonti rinnovabili di energie in un luogo isolato.
Secondo Curbelo, si è dimostrato un’applicazione pratica nelle condizioni di operazione commerciale di una tecnologia nuova come la massificazione della biomassa, vincolata ai rifiuti agro-industriali come quelli provenienti da segherie e dall’industria del riso.
Le tecnologie di massificazione della biomassa, ha detto, permettono produrre elettricità incluso in quantità che auto-forniscono l’industria e alimentano inoltre il sistema elettrico nazionale, oltre a dare elettricità alle comunità rurali che non sono connesse alla rete e dove generalmente esiste la biomassa disponibile per generare elettricità, da 25 kilowatt fino a tre megawatt.
Il ricercatore cubano ha spiegato che le nazioni che dispongono di sufficiente biomassa nell’America Latina come Guatemala, Honduras, Nicaragua, Bolivia e alcune zone rurali del Venezuela potrebbero utilizzare questa risorsa. In questo senso, specialisti del Messico, Repubblica Dominicana, Argentina e Uruguay, hanno presentato delle relazioni dove appaiono lavori che si stanno avviando nell’America Latina e nei Caraibi e la loro possibilità di cooperazione.
L’economista Paula Cobas, del Ministero dell’Industria, dell’Energia e della Miniera dell’Uruguay, ha affermato che questo paese è uno dei più sviluppati riguardo al tema dell’energia rinnovabile della regione e la sua meta è raggiungere nel 2015 il 50% della matrice di generazione energetica con fonti rinnovabili.
Da parte sua, il Messico prevede aumentare fino al 35%, la partecipazione delle energie rinnovabili nella sua matrice energetica nel 2024.
La direttrice della Promozione di Bioenergetici della Segreteria di Energie di questa nazione, Monica Soria Baledon, ha indicato che una delle mete è sviluppare una politica energetica integrale, così come cambiare e diversificare la matrice energetica nazionale.
A sua volta, la Repubblica Dominicana avvia una strategia nazionale rinnovabile che ha tra i suoi obiettivi lo sviluppo di fonti come l’eolica, solare, fotovoltaica e la biomassa forestale, come pilastri per lo sviluppo economico e sociale, secondo l’ingegnere Damarys Marte, direttrice di Fonti Alterne e Uso Razionale dell’Energia della Commissione Nazionale dell’Energia.
In Argentina la politica circa le cosiddette bioenergie è una questione di Stato e continuerà crescendo in questa direzione, ha affermato il Dottore Javier Urquiza, della Segreteria di Energia del Ministero di Pianificazione Federale, Investimento Pubblico e Servizi. Per il 2016 la matrice energetica del paese dovrò essere coperta in un 8% con energie rinnovabili.
Un’istallazione di 50 kilowatt (Kw) basata in questa tecnologia è da un anno funzionante in questo paese, ed oltre alle case, fornisce l’elettricità ad una scuola elementare, una panetteria ed al sistema di somministrazione d’acqua potabile.
L’equipaggiamento è stato donato dall’Organizzazione delle Nazione Unite per lo Sviluppo Industriale (ONUDI) tramite un progetto di sviluppo di energie rinnovabili che potrebbe venire applicato in altre parti di Cuba ed a anche nei paesi dell’America Latina tramite la cooperazione Sud-Sud.
In un evento internazionale sulle energie rinnovabili in Cuba hanno divulgato tra gli esperti latinoamericani ed europei i particolari dell’uso della gassificazione della biomassa forestale per generare elettricità in questo territorio insulare situato a sud dell’arcipelago cubano, considerato come un luogo molto turistico e di prospettive agricole che per la sua piccola misura è una regione molto vulnerabile al cambio climatico e con difficoltà per il rifornimento energetico.
Nell’incontro che è durato due giorni nel Palazzo delle Convenzioni de L’Avana e che si è trasferito dopo al riferito territorio isolano, hanno partecipato esponenti di Cuba, Messico, Argentina, Repubblica Dominicana, Olanda, Austria, Brasile, tra gli altri, che hanno discusso su queste tecnologie.
Si tratta del progetto dell’ONUDI più importante avviato in questo paese caraibico negli ultimi 10 anni, che ha anche tenuto conto dell’uso dell’energia eolica e di quella fotovoltaica, ed ha incluso la preparazione del personale, la creazione delle entità per promuovere le energie rinnovabili, così come il trasferimento di tecnologie per il disegno, la fabbricazione e l’operazione di attrezzature che gassificano la biomassa forestale.
Addizionalmente si è realizzata la fabbricazione di quattro prototipi di piccoli aero-generatori, con la partecipazione della Facoltà di Meccanica dell’Istituto Superiore Politecnico Josè Antonio Echeverria, a L’Avana e una mappa eolica dell’Isola della Gioventù.
D’altronde, sebbene non abbia avuto i risultati sperati, si è costruito un prototipo di macchina per tagliare Marabù, una pianta che invade e colpisce l’agricoltura cubana.
E’ anche stato creato un parco eolico resistente agli uragani, un altro fotovoltaico, costruiti tramite il progetto che ha implementato ONUDI con l’appoggio del Fondo Globale di Investimenti (GEF) del Programma delle Nazioni Unite per il Medio Ambiente e del governo cubano.
Nello stesso modo, la semina di boschi energetici per garantire il rifornimento di biomassa alle future istallazioni di massificazione per generare elettricità ed una centrale elettrica di 500 kilowatt, che funziona tramite la massificazione della biomassa forestale a nord dell’isola.
ENERGIE RINNOVABILI, UNA POLITICA FUTURISTA A CUBA, SECONDO L’ONUDI
I risultati di questo progetto augurano un nuovo passo per la cooperazione sud-sud nella sfera delle fonti di energie rinnovabili, includendo lo scambio d’informazione, la captazione, le tecnologie ed altri obiettivi tra i paesi in sviluppo, ha indicato Diego Masera, capo dell’unità di Energia Rinnovabile e Rurale dell’ONUDI.
Masera ha affermato ai presenti nell’evento che Cuba ha una politica futurista nel settore delle energie rinnovabili ed è diventata un riferimento per l’America Latina e per i Caraibi nell’uso della biomassa.
L’esperto dell’ONUDI, che ha tenuto una conferenza sulla massificazione della biomassa come energia rinnovabile per lo sviluppo sostenibile, ha sottolineato che Cuba favorisce lo sviluppo delle energie rinnovabili e avvia un forte aggiornamento tecnico locale.
Il capo dell’unità di Energia Rinnovabile e Rurale dell’ONUDI ha sottolineato la partecipazione ed il compromesso del governo cubano nella creazione di un fondo per gli investimenti nei confronti delle energie rinnovabili con un senso economico, sociale e ambientale.
Secondo Masera, queste tecnologie hanno un enorme potenziale per la cooperazione sud-sud, perché si adattano alle condizioni dei diversi paesi e si basano nella creazione di fonti di posti di lavoro, nell’uso delle risorse naturali esistenti, nella sostituzione delle importazioni di combustibili e nella riduzione nell’emissione di gas ad effetto serra nell’atmosfera terrestre.
L’ESPERIENZA CUBANA PERMETTERA’ CHIARIRE I DUBBI RISPETTO ALL’USO DELLA BIOMASSA
Una serie presentazioni di studiosi locali rispetto ai progetti di massificazione della biomassa, l’assimilazione delle tecnologie e le lezioni apprese a Cuba hanno caratterizzato questo incontro internazionale.
Lo specialista in Bioenergia Alfredo Curbelo ha indicato che l’esperienza di Cuba rispetto all’uso della biomassa per generare elettricità permetterà chiarire molti dubbi al rispetto in America Latina.
Il capo del gruppo di Bioenergia nell’impresa Cubaenergia ha sottolineato che il progetto avviato nell’isola della Gioventù promuove la combinazione di fonti rinnovabili di energie in un luogo isolato.
Secondo Curbelo, si è dimostrato un’applicazione pratica nelle condizioni di operazione commerciale di una tecnologia nuova come la massificazione della biomassa, vincolata ai rifiuti agro-industriali come quelli provenienti da segherie e dall’industria del riso.
Le tecnologie di massificazione della biomassa, ha detto, permettono produrre elettricità incluso in quantità che auto-forniscono l’industria e alimentano inoltre il sistema elettrico nazionale, oltre a dare elettricità alle comunità rurali che non sono connesse alla rete e dove generalmente esiste la biomassa disponibile per generare elettricità, da 25 kilowatt fino a tre megawatt.
Il ricercatore cubano ha spiegato che le nazioni che dispongono di sufficiente biomassa nell’America Latina come Guatemala, Honduras, Nicaragua, Bolivia e alcune zone rurali del Venezuela potrebbero utilizzare questa risorsa. In questo senso, specialisti del Messico, Repubblica Dominicana, Argentina e Uruguay, hanno presentato delle relazioni dove appaiono lavori che si stanno avviando nell’America Latina e nei Caraibi e la loro possibilità di cooperazione.
L’economista Paula Cobas, del Ministero dell’Industria, dell’Energia e della Miniera dell’Uruguay, ha affermato che questo paese è uno dei più sviluppati riguardo al tema dell’energia rinnovabile della regione e la sua meta è raggiungere nel 2015 il 50% della matrice di generazione energetica con fonti rinnovabili.
Da parte sua, il Messico prevede aumentare fino al 35%, la partecipazione delle energie rinnovabili nella sua matrice energetica nel 2024.
La direttrice della Promozione di Bioenergetici della Segreteria di Energie di questa nazione, Monica Soria Baledon, ha indicato che una delle mete è sviluppare una politica energetica integrale, così come cambiare e diversificare la matrice energetica nazionale.
A sua volta, la Repubblica Dominicana avvia una strategia nazionale rinnovabile che ha tra i suoi obiettivi lo sviluppo di fonti come l’eolica, solare, fotovoltaica e la biomassa forestale, come pilastri per lo sviluppo economico e sociale, secondo l’ingegnere Damarys Marte, direttrice di Fonti Alterne e Uso Razionale dell’Energia della Commissione Nazionale dell’Energia.
In Argentina la politica circa le cosiddette bioenergie è una questione di Stato e continuerà crescendo in questa direzione, ha affermato il Dottore Javier Urquiza, della Segreteria di Energia del Ministero di Pianificazione Federale, Investimento Pubblico e Servizi. Per il 2016 la matrice energetica del paese dovrò essere coperta in un 8% con energie rinnovabili.
