Bombe contro Cuba, terroristi sciolti in USA
Terroristi come Luis Posada Carriles passeggiano oggi per le strade degli Stati Uniti le cui autorità sembrano più preoccupate per guidare la sua campagna mediatica anticubana che per stabilire la verità sulle bombe di provenienza nordamericana contro alberghi nell'isola.
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Prensa Latina
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Terroristi come Luis Posada Carriles passeggiano oggi per le strade degli Stati Uniti le cui autorità sembrano più preoccupate per guidare la sua campagna mediatica anticubana che per stabilire la verità sulle bombe di provenienza nordamericana contro alberghi nell'isola.

Più di una decada dopo i fatti, con saldo di un turista italiano morto e varie persone ferite, la Casa Bianca segue senza prendere lettere nel tema.  

Tuttavia ha proceduto all'arresto in settembre del 1998 di cinque antiterroristi cubani a Miami.  

Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Ramón Labañino, René González e Fernando González sono stati catturati per l'Ufficio Federale di Investigazioni (FBI) dopo dell'informazione consegnata per le autorità cubane per tentare di fermare le azioni criminali organizizate da quel paese.  

Organizzazioni terroristiche anticubane come Comandi L, Alpha 66 e la Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA) hanno organizzato negli anni 90 azioni contro l'Isola da territorio statunitense che hanno incluso il mitragliamento di installazioni alberghiere e la collocazione di artefatti esplosivi.  

Dietro una scalata che si è prolungata per vari mesi, il 12 aprile del 1997 è esplosa una bomba di circa 600 grammi di esplosivo plastico C-4 in uno dei bagni della discoteca Aché dell’albergo Meliá Cohíba, a L'Avana.  

Quasi tre settimane dopo, il giorno 30, è stato scoperto un altro carico esplosivo con 401 grammi di C-4 nel corridoio del piano 15 del proprio albergo.  

Le investigazioni posteriori hanno permesso di determinare che le due bombe, una delle quali ha causato considerabili danni materiali, sono state collocate dal terrorista salvadoregno Francisco Chávez Abarca.  

Già in Luglio di quell'anno sono esplose due carichi nelle entrate degli emblematici alberghi Capri e Nazionale, ambedue a L'Avana che hanno provocato quattro feriti e considerabili danni materiali.  

Un mese dopo, il 4 agosto, ha esploso una bomba nell'entrata dell’ albergo Meliá Cohíba. Il giorno 22 un altro artefatto ha fatto esplosione in un corridoio dell’abergo Sol Palmeras, a Varadero, a più di 130 chilometri all'est della capitale cubana.  

Ma la giornata più funesta è stata quella del 4 settembre del 1997 quando hanno sploso quattro bombe negli alberghi Copacabana, Chateau e Tritón e nel ristorante La Bodeguita del Medio.  

Come risultato dell'azione è stato fermato il salvadoregno Raúl Ernesto Cruz León chi ha confessato che Posada Carriles l‘aveva contrattato per mille 500 dollari per ogni bomba.  

L'esplosione nel Copacabana ha causato la morte del turista italiano Fabio di Celmo, quello che per Posada Carriles “era seduto nel posto sbagliato nel momento sbagliato”.  

Le dichiarazioni del anche responsabile dell'esplosione in plenum volo di un aereo cubano nel 1976 con 73 persone gliele ha dato al giornale nordamericano The New York Times ed edite il 12 ed il 13 Luglio del 1998.  

In quell'intervista Posada Carriles ha ammesso avere organizzato la campagna di attentati dinamitardi contro centri turistici in Cuba e ha riconosciuto che il già morto Jorge Mas Canosa, presidente della FNCA, soprintendeva personalmente il flusso di denaro e l'appoggio logistico.  

Le denunce cubane e la pubblicazione in diversi mezzi di stampa nordamericani, allora non hanno ostacolato che le azioni rimanessero impuni fino al momento.  

Ora Washington e diversi capitali del vecchio continente fanno caso negligente a quei fatti mentre si occupano di condannare a Cuba dietro la morte di un carcerato comune, in quello che sembra un fondamentale arsenale nell'ostilità nordamericana con la complicità europea.