Premio Nobel reclama libertà piena di antiterrorista cubano
Il Premio Nobel della Pace Adolfo Perez Esquivel ha chiesto oggi qui la libertà piena ed il ritorno a Cuba di Renè Gonzalez e la scarcerazione dei suoi quattro compatrioti che rimangono ingiustamente carcerati negli Stati Uniti.
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Prensa Latina
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Il Premio Nobel della Pace Adolfo Perez Esquivel ha chiesto oggi qui la libertà piena ed il ritorno a Cuba di Renè Gonzalez e la scarcerazione dei suoi quattro compatrioti che rimangono ingiustamente carcerati negli Stati Uniti.

Speriamo che il Congresso, il popolo ed il presidente nordamericano, Barack Obama, abbiano la grandezza di agire con dignità in favore della Verità e della Giustizia ed il diritto dei popoli, sottolineò il distaccato lottatore per i diritti umani.

In un messaggio, il presidente del Servizio Pace e Giustizia (Serpaj) in Argentina enfatizzò che la liberazione di Antonio Guerrero, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez è il clamore dei popoli che lottano per un mondo più giusto e fraterno.  
A nome dei diritti umani, aggrega, il governo di questa nazione li viola sistematicamente nel loro paese ed all'estero provocando distruzione e morte, ed a nome della democrazia si persegue a coloro che reclamano rispetto ai loro diritti.

Denuncia ugualmente che a nome della lotta contro il terrorismo, gli USA esercitano il terrorismo di Stato, invadono gli altri paesi, torturano, assassinano, violano il diritto delle persone ed i popoli ed a nome della stessa libertà, si restringe ed impone la paura alla libertà.

A nome della giustizia -continua - si commettono ingiustizie, come quella applicata ai Cinque cubani prigionieri politici negli USA, che non possono essere visitati dalle loro mogli e figli, negando loro i visti per anni, nonostante gli appelli umanitari nel mondo.

Con relazione al caso di Renè Gonzalez, che è uscito dal carcere la settimana scorsa ma dovrà compiere tre anni di libertà vigilata, segnala che costituisce un'immoralità mantenerlo alla mercè di coloro che vogliono distruggerlo, violando i suoi diritti di ritornare a Cuba e potere riunirsi con la sua famiglia ed il suo popolo.

I Cinque cubani sono rimasti durante più di 13 anni in prigioni statunitensi dove compiono condanne che arrivano fino a due ergastoli più 15 anni di privazione di libertà.