Correa appoggia la lotta per libertà dei Cinque cubani
Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha affermato tutto l’appoggio a Cuba e la sua solidarietà con i Cinque cubani, prigionieri politici da  più di 14 anni per difendere il loro paese dal terrorismo.
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Prensa Latina
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Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, ha affermato tutto l’appoggio a Cuba e la sua solidarietà con i Cinque cubani, prigionieri politici da  più di 14 anni per difendere il loro paese dal terrorismo.

In un’intervista esclusiva con Prensa Latina, il leader del governante Movimento Alleanza Paese e presidente rieletto fino al 2017, si è dispiaciuto per il dolore che causa la prepotenza degli imperi. 

“Dov’è, nel giudizio contro Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, e Renè Gonzalez) il dovuto processo?”, si è domandato. 

Invece, in Ecuador, dal momento che la multinazionale Chevron ha denaro, benché abbia avuto un processo equo ed abbia perso il giudizio interposto 15 anni fa dalle comunità amazzoniche colpite dall'inquinamento, manipola perfino le Nazioni Unite. 

Nel caso di Chevron, ha osservato, davanti al tribunale di arbitraggio dell'ONU invocano retroattivamente un trattato, che è un'aberrazione giuridica inaccettabile, per tentare di annichilire un paese sovrano perché ha avuto l'audacia che le sue corti condannino questa multinazionale. 

“E gli Stati Uniti sono quelli che criticano in ogni momento le supposte violazioni dei diritti umani degli altri, ironizzò, chi li ha nominati arbitri del bene ed il male?”, dopo affermare che questo paese non ha nessun principio etico né morale per esserlo. 

“Queste cose devono essere denunciate con molta forza”, ha sottolineato. 

Tutta la nostra solidarietà a Cuba, ai Cinque eroi cubani, alle loro famiglie, per questo oltraggio criminale che sta rovinando la vita a questi esseri umani, ai loro parenti, tutta la nostra solidarietà di fronte a questo tremendo abuso ed oltraggio, ha enfatizzato. 

Il presidente ecuadoriano ha inviato al fratello popolo cubano il suo abbraccio solidale, un saluto a Fidel e Raul, ed ha affermato che Cuba è un esempio di dignità, è un riferimento per tutti noi e potrà sempre contare sull'Ecuador. 

Allo stesso modo, nell'intervista con Prensa Latina ha inviato un abbraccio solidale a tutte le sorelle ed i fratelli latinoamericani, e li ha esortati ad avanzare insieme in questa grande sfida che abbiamo di fronte di costruire la Patria Grande. 

La Patria Grande – ha sottolineato Correa - non è oramai un sogno, è una necessità per affrontare queste relazioni di potere tanto ingiuste a livello planetario, ed è possibile, ovviamente, si tratta solo di volontà ed esiste gran parte di questa volontà. 

Ci sono ancora determinati governi, alcuni presidenti che la pensano diversamente, ha commentato. 

Ma, ha enfatizzato, dopo questa vittoria contundente, il popolo ecuadoriano ha confermato la decisione politica della Rivoluzione Cittadina di unire tutti i nostri sforzi affinché si faccia realtà questo sogno del nostro Liberatore, del gran Josè Martì, e dei nostri precursori. 

“Non è oramai solo un sogno il fatto di costruire la Patria Grande, ma bensì una necessità di sopravvivenza: l'unità latinoamericana”, ha concluso Correa.