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Sacerdote sudafricano chiede ad Obama di liberare i Cinque cubani
Il sacerdote sudafricano Michael Lapsley ha chiesto la liberazione dei Cinque cubani condannati negli Stati Uniti, in una lettera diretta al presidente Barack Obama.
Источник
Prensa Latina
Дата
Il sacerdote sudafricano Michael Lapsley ha chiesto la liberazione dei Cinque cubani condannati negli Stati Uniti, in una lettera diretta al presidente Barack Obama.
“Sto ricorrendo al suo senso di giustizia (...) affinché liberi Cinque uomini che sono arrivati negli Stati Uniti negli anni 90 del passato secolo per soprintendere le attività di gruppi terroristici contro Cuba nel sud della Florida”, ha affermato Lapsley nella sua missiva.
Nella lettera, divulgata dal Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, Lapsley ha criticato la posizione del governo di Washington che nega i visti umanitari affinché Adriana Perez ed Olga Salanueva, mogli di Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, rispettivamente, possano visitarli.
Ha anche segnalato che personalmente sente un grande amore ed affinità per i Cinque cubani perché sono delle vittime del terrorismo, come lui, che a conseguenza di una lettera bomba, durante gli ultimi giorni del regime dell'apartheid nel 1990, ha perso le mani ed un occhio, oltre a produrre numerose lesioni.
Ha ricordato che la nazione antillana ha sempre appoggiato il popolo del Sudafrica contro l'oppressione razziale, per questo motivo –ha affermato - con un piccolo gesto, ho deciso di saldare il debito che il mio paese ha con Cuba visitando uno di loro, Gerardo Hernandez, che sta compiendo due ergastoli, più 15 anni.
La più recente visita ad Hernandez è stata il 24 marzo, ed al suo ritorno ha scritto “che privilegio poter passare tre ore con uno dei migliori esseri umani che esistono in questo mondo!”.
Secondo Lapsley, il semplice fatto di liberare i Cinque, non solo sarà un gesto corretto, bensì farà brillare gli occhi di tutta una nazione che vede questi uomini come eroi.
Questo sarebbe ugualmente, ha enfatizzato, un catalizzatore verso la normalizzazione delle relazioni tra il suo paese e Cuba, e sarà un passo verso l’unione della famiglia umana. So che dipende da lei e le chiedo di ascoltarmi, ha affermato nella lettera ad Obama.
La missiva che circola a proposito della giornata “Il cinque per i Cinque” che ogni mese si realizza a livello mondiale, ha sottolineato che il mandatario nordamericano ha la facoltà per liberarli attraverso il potere che gli concede la Costituzione degli Stati Uniti.
Nato in Nuova Zelanda, Lapsley, sacerdote anglicano, è stato inviato dopo la sua ordinazione nel 1973 come cappellano in Sudafrica. Dovuto alla sua crescente partecipazione nella lotta contro l'apartheid è stato espulso dal paese nel 1976, e dopo del suo ritorno ha fondato l'Istituto per la Cicatrizzazione della Memoria.
“Sto ricorrendo al suo senso di giustizia (...) affinché liberi Cinque uomini che sono arrivati negli Stati Uniti negli anni 90 del passato secolo per soprintendere le attività di gruppi terroristici contro Cuba nel sud della Florida”, ha affermato Lapsley nella sua missiva.
Nella lettera, divulgata dal Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, Lapsley ha criticato la posizione del governo di Washington che nega i visti umanitari affinché Adriana Perez ed Olga Salanueva, mogli di Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, rispettivamente, possano visitarli.
Ha anche segnalato che personalmente sente un grande amore ed affinità per i Cinque cubani perché sono delle vittime del terrorismo, come lui, che a conseguenza di una lettera bomba, durante gli ultimi giorni del regime dell'apartheid nel 1990, ha perso le mani ed un occhio, oltre a produrre numerose lesioni.
Ha ricordato che la nazione antillana ha sempre appoggiato il popolo del Sudafrica contro l'oppressione razziale, per questo motivo –ha affermato - con un piccolo gesto, ho deciso di saldare il debito che il mio paese ha con Cuba visitando uno di loro, Gerardo Hernandez, che sta compiendo due ergastoli, più 15 anni.
La più recente visita ad Hernandez è stata il 24 marzo, ed al suo ritorno ha scritto “che privilegio poter passare tre ore con uno dei migliori esseri umani che esistono in questo mondo!”.
Secondo Lapsley, il semplice fatto di liberare i Cinque, non solo sarà un gesto corretto, bensì farà brillare gli occhi di tutta una nazione che vede questi uomini come eroi.
Questo sarebbe ugualmente, ha enfatizzato, un catalizzatore verso la normalizzazione delle relazioni tra il suo paese e Cuba, e sarà un passo verso l’unione della famiglia umana. So che dipende da lei e le chiedo di ascoltarmi, ha affermato nella lettera ad Obama.
La missiva che circola a proposito della giornata “Il cinque per i Cinque” che ogni mese si realizza a livello mondiale, ha sottolineato che il mandatario nordamericano ha la facoltà per liberarli attraverso il potere che gli concede la Costituzione degli Stati Uniti.
Nato in Nuova Zelanda, Lapsley, sacerdote anglicano, è stato inviato dopo la sua ordinazione nel 1973 come cappellano in Sudafrica. Dovuto alla sua crescente partecipazione nella lotta contro l'apartheid è stato espulso dal paese nel 1976, e dopo del suo ritorno ha fondato l'Istituto per la Cicatrizzazione della Memoria.
