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Chiedono libertà dei Cinque cubani nel Mondiale di Calcio in Brasile
In mezzo al Mondiale di calcio, alcuni brasiliani hanno diffuso informazioni ed esatto la liberazione di tre dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti per evitare azioni armate contro il loro paese.
Источник
Prensa Latina
Дата
In mezzo al Mondiale di calcio, alcuni brasiliani hanno diffuso informazioni ed esatto la liberazione di tre dei Cinque cubani incarcerati negli Stati Uniti per evitare azioni armate contro il loro paese.
I membri dell'Associazione Culturale Josè Martì dello stato di Rio de Grande del Sur hanno approfittato della presenza di tifosi di vari paesi per distribuire volantini ed esporre le ragioni arbitrarie usate per imprigionare 16 anni fa, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez.
L'Associazione si è pronunciata per la scarcerazione di Gerardo, Ramon ed Antonio Guerrero, che compiono ancora un’ingiusta condanna negli Stati Uniti, perché Fernando e Renè sono tornati a Cuba, dopo compiere integralmente le loro condanne.
Nel centro storico di Puerto Alegre hanno anche esibito poster e fotografie per richiamare l'attenzione sulle menzogne usate per sanzionare con severe pene questi Cinque cubani.
Tifosi brasiliani e di altri paesi come Honduras, Canada, Nigeria, Corea del Sud, Australia, Stati Uniti, Francia ed Olanda hanno ricevuto informazioni sulle manipolazioni ed irregolarità commesse nei processi che hanno condannato i lottatori dell'isola caraibica.
Nei volantini si sollecita inoltre l'appoggio di tutti per inviare lettere al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, esigendo che faccia giustizia ed utilizzi le sue prerogative costituzionali per liberare Gerardo, Ramon ed Antonio, condannati per difendere il loro paese da azioni terroriste, preparate da Miami.
Altri atti, celebrati durante il Campionato Mondiale di Calcio, si sono realizzati a Rio de Janeiro, dove il Comitato Carioca per la Liberazione dei Cinque ha incollato nel marciapiede di Copacabana adesivi che condannano le pene severe che sottomettono i Cinque ed esigono il loro ritorno alla patria.
Concentrati vicino al Centro di Stampa Internazionale, membri di questo Comitato hanno distribuito poster, nei quali espongono l'ingiustizia commessa con questi cubani e chiedono anche appoggio per la loro liberazione.
I membri dell'Associazione Culturale Josè Martì dello stato di Rio de Grande del Sur hanno approfittato della presenza di tifosi di vari paesi per distribuire volantini ed esporre le ragioni arbitrarie usate per imprigionare 16 anni fa, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez.
L'Associazione si è pronunciata per la scarcerazione di Gerardo, Ramon ed Antonio Guerrero, che compiono ancora un’ingiusta condanna negli Stati Uniti, perché Fernando e Renè sono tornati a Cuba, dopo compiere integralmente le loro condanne.
Nel centro storico di Puerto Alegre hanno anche esibito poster e fotografie per richiamare l'attenzione sulle menzogne usate per sanzionare con severe pene questi Cinque cubani.
Tifosi brasiliani e di altri paesi come Honduras, Canada, Nigeria, Corea del Sud, Australia, Stati Uniti, Francia ed Olanda hanno ricevuto informazioni sulle manipolazioni ed irregolarità commesse nei processi che hanno condannato i lottatori dell'isola caraibica.
Nei volantini si sollecita inoltre l'appoggio di tutti per inviare lettere al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, esigendo che faccia giustizia ed utilizzi le sue prerogative costituzionali per liberare Gerardo, Ramon ed Antonio, condannati per difendere il loro paese da azioni terroriste, preparate da Miami.
Altri atti, celebrati durante il Campionato Mondiale di Calcio, si sono realizzati a Rio de Janeiro, dove il Comitato Carioca per la Liberazione dei Cinque ha incollato nel marciapiede di Copacabana adesivi che condannano le pene severe che sottomettono i Cinque ed esigono il loro ritorno alla patria.
Concentrati vicino al Centro di Stampa Internazionale, membri di questo Comitato hanno distribuito poster, nei quali espongono l'ingiustizia commessa con questi cubani e chiedono anche appoggio per la loro liberazione.
