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Alarcon accusa gli USA di prevaricazione nel caso dei Cinque cubani
Cuba continuerà la sua lotta mondiale per liberare cinque compatrioti incarcerati senza prove negli Stati Uniti, di cui il governo yankee apertamente ed impunemente calpesta i diritti, ha assicurato il leader parlamentare Ricardo Alarcon. Il presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha denunciato che Washington pretende di creare confusione considerando chiusi i casi di Gerardo Hernandez e René Gonzalez, due dei Cinque antiterroristi, la cui libertà esige Cuba.
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Cuba continuerà la sua lotta mondiale per liberare cinque compatrioti incarcerati senza prove negli Stati Uniti, di cui il governo yankee apertamente ed impunemente calpesta i diritti, ha assicurato il leader parlamentare Ricardo Alarcon. Il presidente dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare ha denunciato che Washington pretende di creare confusione considerando chiusi i casi di Gerardo Hernandez e René Gonzalez, due dei Cinque antiterroristi, la cui libertà esige Cuba.
Alarcon ha spiegato che la mobilitazione internazionale proseguirà per mantenere vivo il caso di questi lottatori, le cui condanne sono state recentemente confermate dall’XI Circuito di Atlanta ed ora aspettano un'eventuale riconsiderazione della corte suprema. Tuttavia, questa corte ha annullato le condanne di Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez, che rimangono in carceri di massima sicurezza invece di essere liberati.
Il dirigente parlamentare ha assicurato che tali paradossi evidenziano la politicizzazione del caso, perché esistono documenti che dimostrano l'innocenza degli accusati e le irregolarità nel loro procedimento.
Alarcon ha confermato nello spazio radiotelevisivo “Mesa Ridonda” le denunce di contraddizioni nell’attuazione dei tribunali, delle giurie, della procura e dei giudici che partecipano a questo caso.
Secondo i documenti mostrati, le opinioni dei giudici ratificano l'assenza di prove che sostentino l’accusa di cospirazione per commettere assassinio.
Ha fatto un appello per continuare la lotta mondiale per divulgare la verità su coloro che sono in carcere già da una decade per difendere il loro popolo da aggressioni terroriste appoggiate dal governo statunitense.
Alarcon ha spiegato che la mobilitazione internazionale proseguirà per mantenere vivo il caso di questi lottatori, le cui condanne sono state recentemente confermate dall’XI Circuito di Atlanta ed ora aspettano un'eventuale riconsiderazione della corte suprema. Tuttavia, questa corte ha annullato le condanne di Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez, che rimangono in carceri di massima sicurezza invece di essere liberati.
Il dirigente parlamentare ha assicurato che tali paradossi evidenziano la politicizzazione del caso, perché esistono documenti che dimostrano l'innocenza degli accusati e le irregolarità nel loro procedimento.
Alarcon ha confermato nello spazio radiotelevisivo “Mesa Ridonda” le denunce di contraddizioni nell’attuazione dei tribunali, delle giurie, della procura e dei giudici che partecipano a questo caso.
Secondo i documenti mostrati, le opinioni dei giudici ratificano l'assenza di prove che sostentino l’accusa di cospirazione per commettere assassinio.
Ha fatto un appello per continuare la lotta mondiale per divulgare la verità su coloro che sono in carcere già da una decade per difendere il loro popolo da aggressioni terroriste appoggiate dal governo statunitense.
