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Giornale uruguaiano ritiene vittoria di Playa Giron un successo fondamentale
Il diario uruguaiano La Republica pubblica oggi un articolo dove sottolinea la vittoria del popolo cubano il 19 aprile 1961 in Playa Giron, come un avvenimento fondamentale della storia continentale.
Quelle
Prensa Latina
Datum
Il diario uruguaiano La Republica pubblica oggi un articolo dove sottolinea la vittoria del popolo cubano il 19 aprile 1961 in Playa Giron, come un avvenimento fondamentale della storia continentale.
Il testo, firmato da Niko Schvarz, ricorda che in quella data i cubani, dopo meno di 72 ore di combattimento, hanno causato “la prima sconfitta militare all'imperialismo yanki in America Latina”, in quel punto al sud dell'occidentale provincia di Matanzas.
Ricorda che alcuni giorni prima, il 16 aprile, aeroplani pirati hanno bombardato L'Avana e Santiago di Cuba, e nell'esequie delle vittime Fidel Castro ha proclamato il carattere socialista della Rivoluzione.
“Era il corollario delle misure che aveva preso nel primo anno, come la riforma agraria e l'espropriazione delle principali imprese nordamericane, incominciando per le industrie petrolifere”, sottolinea la pubblicazione.
Schvarz precisa che l'invasione mercenaria aveva lo scopo di ritornare all'antico regime, ma hanno fallito.
“Questo non era mai successo (il fallimento) nella sanguinante storia delle relazioni dell'impero del nord con le nazioni del sud”, spiega.
L'articolo espone che questa sconfitta è stata l'antecedente della Conferenza del Consiglio Interamericano Economico e Sociale (CIES) tenutasi nell'agosto dello stesso anno 1961, dove è stata lanciata l'Alleanza per il Progresso, denunciata da Ernesto Che Guevara.
Ed anche, aggiunge, della Conferenza di Cancellieri dell'OEA di gennaio 1962, che ha deciso dopo torbidi maneggi l'esclusione di Cuba del sistema interamericano, quello che è stato appena rovesciato dopo quasi mezzo secolo.
In un'altra delle sue parti, il lavoro giornalistico risalta che la solidarietà si rinnova oggigiorno nei confronti di Cuba, quando l'isola è oggetto di una vile campagna orchestrata dall'impero e dai mezzi di comunicazione internazionali.
Il testo, firmato da Niko Schvarz, ricorda che in quella data i cubani, dopo meno di 72 ore di combattimento, hanno causato “la prima sconfitta militare all'imperialismo yanki in America Latina”, in quel punto al sud dell'occidentale provincia di Matanzas.
Ricorda che alcuni giorni prima, il 16 aprile, aeroplani pirati hanno bombardato L'Avana e Santiago di Cuba, e nell'esequie delle vittime Fidel Castro ha proclamato il carattere socialista della Rivoluzione.
“Era il corollario delle misure che aveva preso nel primo anno, come la riforma agraria e l'espropriazione delle principali imprese nordamericane, incominciando per le industrie petrolifere”, sottolinea la pubblicazione.
Schvarz precisa che l'invasione mercenaria aveva lo scopo di ritornare all'antico regime, ma hanno fallito.
“Questo non era mai successo (il fallimento) nella sanguinante storia delle relazioni dell'impero del nord con le nazioni del sud”, spiega.
L'articolo espone che questa sconfitta è stata l'antecedente della Conferenza del Consiglio Interamericano Economico e Sociale (CIES) tenutasi nell'agosto dello stesso anno 1961, dove è stata lanciata l'Alleanza per il Progresso, denunciata da Ernesto Che Guevara.
Ed anche, aggiunge, della Conferenza di Cancellieri dell'OEA di gennaio 1962, che ha deciso dopo torbidi maneggi l'esclusione di Cuba del sistema interamericano, quello che è stato appena rovesciato dopo quasi mezzo secolo.
In un'altra delle sue parti, il lavoro giornalistico risalta che la solidarietà si rinnova oggigiorno nei confronti di Cuba, quando l'isola è oggetto di una vile campagna orchestrata dall'impero e dai mezzi di comunicazione internazionali.
