Non c’è crimine che duri cent’anni
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Granma Internacional
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Il feed di notizie di Twitter non si è interrotto.  Facebook ha riprodotto video dal vivo, uno dopo l’altro. È stato impossibile non notare che stava succedendo qualcosa per tutti coloro che seguivano navigando inquieti, tra sabato e domenica, tutto quello che era relazionato con Cuba.
 
Dalle lontane Cina e Australia a terre vicine di tutta l’America hanno cominciato a circolare foto di persone, alcune cubane e altre straniere, che paragonavano il blocco economico commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro l’Isola con un virus, tanto nocivo e da eliminare, come il SARS-COV-2.

Carovana contro il Blocco. Reclamo mondiale contra l’ingiusto blocco
imposto dal governo degli Stati Uniti sei decenni fa.
Las Tunas, Cuba, 25 maggio 2021. ACN. Foto: Yaciel Peña

Il prossimo 23 giugno, ancora una volta i rappresentanti della diplomazia rivoluzionaria porteranno alla considerazione delle Nazioni Unite il progetto di risoluzione che chiede la fine di questa politica genocida. E così, in questo fine settimana, come preludio vibrante di quello che succederà di nuovo a Nuova York, il mondo ha dato il suo fermo appoggio alla nostra domanda  storica contro l’amministrazione statunitense.
 
Il Primo Segretario del Comiato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, che esercita una guida attiva in Twitter, si è sommato a sua volta da questa rete sociale al reclamo globale.
 
In messaggi pubblicati durante la mattina di ieri, domenica 25, quando si è svolto il tuit convocato per amplificare la denuncia contro questa misura unilaterale degli USA, il mandatario ha ringraziato il gesto dei cubani residenti in altre parti del mondo, le organizzazioni e i movimenti di solidarietà con l’Isola, che si sono sommate a questa motivazione del pianeta.
 
Si è riferito alle decine di centinaia di persone che hanno lanciato ponti d’amore.
 

«In più di 20 città di vari continenti, e a Santa Clara e Las Tunas
a Cuba, sono molti quelli che reclamano lo stesso
in molte lingue diverse», ha scritto. Foto: Yaciel Peña

Poco dopo in un atro tuit, ha paragonato questa protesta globale a “un’ondata irrefrenabile”, nemmeno nel mezzo di un’epidemia globale.
 
«#EliminaElBloqueo», chiedono da tutte le parti. Oggi sono migliaia, domani saranno milioni e un giorno sarà tutta l’umanità Non c’è crimine che duri 100 anni, nè popolo sovrano che accetti di sottomettersi», ha sostenuto Díaz-Canel.