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Israele continua la ritirata da Gaza con un triste bilancio di aggressione
Truppe israeliane hanno continuato il ritiro dalla Frangia di Gaza, benché la loro presenza sia ancora significativa, mentre la popolazione ha incominciato un drammatico bilancio delle vittime e dei danni materiali, dopo 22 giorni di intensi bombardamenti.
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PL
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Truppe israeliane hanno continuato il ritiro dalla Frangia di Gaza, benché la loro presenza sia ancora significativa, mentre la popolazione ha incominciato un drammatico bilancio delle vittime e dei danni materiali, dopo 22 giorni di intensi bombardamenti. Unità di carri armati ed altri veicoli blindati insieme ai soldati di fanteria ebraici si dirigevano questa mattina verso la frontiera di Israele con l'enclave, continuando la ritirata iniziata domenica, un giorno dopo che Tel Aviv ha dichiarato la sospensione del fuoco unilaterale.
Sebbene si ignora quanti soldati hanno abbandonato il territorio, il processo si adatta fino ad ora all'esigenza della leadership del Movimento di Resistenza Islamica (Hamas) che ha concesso una settimana di tempo agli ebrei per uscire dalla Frangia.
Hamas ed altri gruppi islamici hanno annunciato che riannoderanno la resistenza armata contro l'occupazione israeliana –cioè incominceranno ancora il lancio di razzi e la guerra urbana - se tutte le truppe nemiche non lasciano l'enclave in una settimana. A dispetto degli appelli fatti ieri al governo israeliano nella località egiziana di Sharm El-Sheikh ed a Gerusalemme dai leader europei, arabi ed internazionali affinché abbandoni quanto prima Gaza, il primo ministro Ehud Olmert ha affermato che lo farà sotto certe condizioni.
Una fonte di intelligenza ebraica, d'altra parte, ha ammesso che l'operazione “Piombo Fuso” contro Gaza “non si è conclusa”, ed nei prossimi giorni si potrà determinare se si riannoda o no.
Tuttavia, il sito digitale Yedioth ha indicato che i funzionari ebrei hanno assicurato ai leader europei che Israele ha in programma di completare l'uscita dalla Frangia prima della presa di possesso del nuovo presidente statunitense, Barack Obama, questo martedì.
Da parte sua, il leader di Hamas in Gaza, Ismail Haniyeh, ha considderato che nell'offensiva –che ha causato più di mille 300 morti, di cui circa 600 tra donne e bambini, e cinque mila 350 feriti - “il nemico ha fallito nei suoi obiettivi” ed ha assicurato che è stata una “vittoria popolare” dei palestinesi.
Dopo insistere sul fatto che gli aggressori non sono riusciti a piegare né la resistenza né la popolazione, Haniyeh ha considerato una decisione “prudente e responsabile” la tregua di una settimana dichiarata domenica.
Grazie a ciò, il milione e mezzo di residenti ha dormito per la prima volta in relativa calma dopo i bombardamenti che hanno provocato circa 50 mila sfollati ed hanno lasciato senza casa a per lo meno 90 mila persone.
Secondo l'ONU, gli attacchi israeliani hanno danneggiato 53 installazioni appartenenti all’organizzazione delle Nazioni Unite, hanno distrutto 16 centri di salute, compresi degli ospedali, lo stesso numero di ambulanze, circa 60 scuole e quattro mila case.
Fonti dell'ONU nella località di Rafah, confinante con l'Egitto, hanno indicato a Prensa Latina che più di un centinaio di camion con medicine, alimenti, combustibile ed altri beni hanno transitato nelle ultime ore in quelle zone ed a Aouga, diretti a Gaza.
Sebbene si ignora quanti soldati hanno abbandonato il territorio, il processo si adatta fino ad ora all'esigenza della leadership del Movimento di Resistenza Islamica (Hamas) che ha concesso una settimana di tempo agli ebrei per uscire dalla Frangia.
Hamas ed altri gruppi islamici hanno annunciato che riannoderanno la resistenza armata contro l'occupazione israeliana –cioè incominceranno ancora il lancio di razzi e la guerra urbana - se tutte le truppe nemiche non lasciano l'enclave in una settimana. A dispetto degli appelli fatti ieri al governo israeliano nella località egiziana di Sharm El-Sheikh ed a Gerusalemme dai leader europei, arabi ed internazionali affinché abbandoni quanto prima Gaza, il primo ministro Ehud Olmert ha affermato che lo farà sotto certe condizioni.
Una fonte di intelligenza ebraica, d'altra parte, ha ammesso che l'operazione “Piombo Fuso” contro Gaza “non si è conclusa”, ed nei prossimi giorni si potrà determinare se si riannoda o no.
Tuttavia, il sito digitale Yedioth ha indicato che i funzionari ebrei hanno assicurato ai leader europei che Israele ha in programma di completare l'uscita dalla Frangia prima della presa di possesso del nuovo presidente statunitense, Barack Obama, questo martedì.
Da parte sua, il leader di Hamas in Gaza, Ismail Haniyeh, ha considderato che nell'offensiva –che ha causato più di mille 300 morti, di cui circa 600 tra donne e bambini, e cinque mila 350 feriti - “il nemico ha fallito nei suoi obiettivi” ed ha assicurato che è stata una “vittoria popolare” dei palestinesi.
Dopo insistere sul fatto che gli aggressori non sono riusciti a piegare né la resistenza né la popolazione, Haniyeh ha considerato una decisione “prudente e responsabile” la tregua di una settimana dichiarata domenica.
Grazie a ciò, il milione e mezzo di residenti ha dormito per la prima volta in relativa calma dopo i bombardamenti che hanno provocato circa 50 mila sfollati ed hanno lasciato senza casa a per lo meno 90 mila persone.
Secondo l'ONU, gli attacchi israeliani hanno danneggiato 53 installazioni appartenenti all’organizzazione delle Nazioni Unite, hanno distrutto 16 centri di salute, compresi degli ospedali, lo stesso numero di ambulanze, circa 60 scuole e quattro mila case.
Fonti dell'ONU nella località di Rafah, confinante con l'Egitto, hanno indicato a Prensa Latina che più di un centinaio di camion con medicine, alimenti, combustibile ed altri beni hanno transitato nelle ultime ore in quelle zone ed a Aouga, diretti a Gaza.
