Presentano nuove evidenze nel processo dei Cinque cubani
Il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque, ha affermato che approfondirà la ricerca d’informazione, per ottenere la liberazione dei Cinque cubani arrestati negli Stati Uniti dal 1998.
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Prensa Latina
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Il Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque, ha affermato che approfondirà la ricerca d’informazione, per ottenere la liberazione dei Cinque cubani arrestati negli Stati Uniti dal 1998. 

Nuove evidenze relazionate con la manipolazione dei mass media da parte di un gruppo di giornalisti di Miami del caso di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez, fanno parte degli espedienti legali che accompagnano il sollecito di habeas corpus dei lottatori cubani. 

Questa nuova fase del prolungato processo legale contro i Cinque permetterà ai prigionieri di impugnare le loro sentenze, particolarmente alla luce di evidenze che possono dimostrare la loro innocenza che non furono date a conoscere durante il giudizio, sottolinea il documento emesso per il Comitato che conta con l'appoggio del quotidiano Liberation ed il Fondo per la Giustizia Civile. 

Una delle argomentazioni della squadra degli avvocati difensori di Gerardo, Renè, Ramon, Antonio e Fernando, gira intorno ai pagamenti segreti realizzati dal governo degli Stati Uniti ad un gruppo di giornalisti di Miami. 

I professionisti della stampa inclusi si incaricarono di demonizzare l'immagine dei giovani ingiustamente arrestati, ancora prima di incominciare il processo legale contro i Cinque cubani, il cui unico compito è stato monitorare gruppi estremisti anticubani situati a Miami. 

In una lotta diretta dal Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque Cubani che già dura da tre anni, e grazie ai multipli solleciti, appoggiati nella Legge di Libertà di Informazione, si conobbe che esiste una profonda connessione tra il governo di Washington ed i giornalisti implicati. 

Di vitale importanza per il nuovo processo di habeas corpus dei Cinque cubani è che si dimostrò che i pagamenti risalgono al 1999, evidenziando che i giornalisti di Miami portarono a termine una campagna mediatica senza precedenti contro i Cinque. 

Questa informazione esplosiva, sconosciuta nel momento del processo, afferma il Comitato, è una parte midollare di tutto l’habeas corpus e degli appelli dei Cinque cubani, perché se questo si fosse saputo durante il giudizio, non esiste dubbio che lo stesso non avrebbe potuto avere luogo a Miami.  

In risposta alle note emesse dai membri della squadra della difesa dei Cinque, la Pubblico ministero Assistente degli Stati Uniti, Carolyn Heck-Miller, giustificò i pagamenti, senza riconoscere che un'agenzia del governo stava consegnando grandi somme di denaro ai giornalisti di Miami. 

Lo smascheramento di un'operazione coperta dell'amministrazione nei mezzi di Miami è trascendentale, perché dall'inizio della loro causa, la squadra della difesa dei Cinque Cubani liberò una battaglia per riuscire a trasportare il giudizio fuori da Miami, tuttavia ignorando sul pagamento del governo ai giornalisti. 

Ora tutto dipenderà dalla giudice Joan Lenard, a carico del processo contro i Cinque lottatori dal suo inizio, se concederà un'udienza o farà finta di niente al nuovo  della comunità internazionale.