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In Colombia esigono ad Obama la liberazione dei Cinque cubani
Il Comitato colombiano per la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati ingiustamente negli Stati Uniti ha sollecitato al presidente Barack Obama l'immediata scarcerazione di questi prigionieri politici. In una lettera inviata al mandatario e varie figure del suo governo, il Comitato esige la messa in libertà di Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, che sono stati arrestati nel 1998 ed i cui diritti sono stati violati dalle autorità nordamericane.
Quelle
Prensa Latina
Datum
(Prensa Latina) Il Comitato colombiano per la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani incarcerati ingiustamente negli Stati Uniti ha sollecitato al presidente Barack Obama l'immediata scarcerazione di questi prigionieri politici. In una lettera inviata al mandatario e varie figure del suo governo, il Comitato esige la messa in libertà di Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino e Renè Gonzalez, che sono stati arrestati nel 1998 ed i cui diritti sono stati violati dalle autorità nordamericane.
Inoltre, sollecitano a Washington affinché sollecitino i visti per Adriana Perez ed Olga Salanueva, mogli di Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, rispettivamente, affinché li visitino nelle loro prigioni, come lo stabilisce la legislazione penale statunitense, elementare diritto che non hanno potuto godere nel corso di più di una decade.
Il prossimo 12 settembre, segnala il Comitato, si compiono 11 anni di ingiusta prigione dei Cinque; loro sono stati condannati con un processo che è stato una chiara violazione a quello che stabilisce la stessa legislazione della nazione settentrionale.
Durante questo imbrogliato processo, aggrega, I Cinque non hanno avuto garanzie per realizzare la loro difesa, sono stati sommessi a trattamenti crudeli, inumani e degradanti, sono stati giudicati e condannati ad enormi, ingiuste ed irrazionali sentenze, senza che fino ad oggi il governo statunitense abbia potuto presentare le evidenze che dimostrino la loro colpevolezza.
“I Cinque- indica la missiva alla quale ebbe accesso Prensa Latina - sono stati condannati per difendere il loro paese da atti terroristici, pianificati da organizzazioni controrivoluzionarie cubane radicate in territorio nordamericano, che dal trionfo della Rivoluzione in Cuba, sono stati promosse ed auspicate dal governo del paese che oggi lei presiede”.
Ricorda che recentemente la Procura Generale degli Stati Uniti ed Obama hanno deciso di ritirare le accuse contro due agenti dell'American Israel Public Affairs Comittee (AIPAC) che spiavano per il governo di Israele, e benché esistessero prove sufficienti e contundenti che dimostravano la loro colpevolezza, sono stati messi in libertà.
Tuttavia, benché il governo degli Stati Uniti non abbia potuto presentare né una sola evidenza materiale che possa incolpare i Cinque cubani, li mantiene imprigionati, non considerando diverse dichiarazioni, come quella del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite contro le Detenzioni Arbitrarie, riferisce il testo.
A ciò si aggiungono solleciti tali come quello che recentemente hanno fatto più di 10 premi Nobel, gli Amicus e parlamenti completi come quello del Messico, affinché la Corte Suprema di Giustizia nordamericana accettasse la revisione del caso, petizione che fu respinta.
Dimostrazione che durante la sua amministrazione, signore Presidente, continua assente la verità e frustrati gli aneliti di giustizia di donne ed uomini onesti che aspettano un vero cambiamento, espressa la lettera.
Inoltre, sollecitano a Washington affinché sollecitino i visti per Adriana Perez ed Olga Salanueva, mogli di Gerardo Hernandez e Renè Gonzalez, rispettivamente, affinché li visitino nelle loro prigioni, come lo stabilisce la legislazione penale statunitense, elementare diritto che non hanno potuto godere nel corso di più di una decade.
Il prossimo 12 settembre, segnala il Comitato, si compiono 11 anni di ingiusta prigione dei Cinque; loro sono stati condannati con un processo che è stato una chiara violazione a quello che stabilisce la stessa legislazione della nazione settentrionale.
Durante questo imbrogliato processo, aggrega, I Cinque non hanno avuto garanzie per realizzare la loro difesa, sono stati sommessi a trattamenti crudeli, inumani e degradanti, sono stati giudicati e condannati ad enormi, ingiuste ed irrazionali sentenze, senza che fino ad oggi il governo statunitense abbia potuto presentare le evidenze che dimostrino la loro colpevolezza.
“I Cinque- indica la missiva alla quale ebbe accesso Prensa Latina - sono stati condannati per difendere il loro paese da atti terroristici, pianificati da organizzazioni controrivoluzionarie cubane radicate in territorio nordamericano, che dal trionfo della Rivoluzione in Cuba, sono stati promosse ed auspicate dal governo del paese che oggi lei presiede”.
Ricorda che recentemente la Procura Generale degli Stati Uniti ed Obama hanno deciso di ritirare le accuse contro due agenti dell'American Israel Public Affairs Comittee (AIPAC) che spiavano per il governo di Israele, e benché esistessero prove sufficienti e contundenti che dimostravano la loro colpevolezza, sono stati messi in libertà.
Tuttavia, benché il governo degli Stati Uniti non abbia potuto presentare né una sola evidenza materiale che possa incolpare i Cinque cubani, li mantiene imprigionati, non considerando diverse dichiarazioni, come quella del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite contro le Detenzioni Arbitrarie, riferisce il testo.
A ciò si aggiungono solleciti tali come quello che recentemente hanno fatto più di 10 premi Nobel, gli Amicus e parlamenti completi come quello del Messico, affinché la Corte Suprema di Giustizia nordamericana accettasse la revisione del caso, petizione che fu respinta.
Dimostrazione che durante la sua amministrazione, signore Presidente, continua assente la verità e frustrati gli aneliti di giustizia di donne ed uomini onesti che aspettano un vero cambiamento, espressa la lettera.
