III Giornata “Cinque Giorni per i Cinque” a Washington
La figlia dell’antiterrorista cubano René González, uno dei Cinque, che ha patito molti anni di reclusione ingiusta negli Stati Uniti, ha ringraziato la solidarietà mondiale a proposito dell’inizio della  III Giornata “Cinque Giorni per i Cinque”, a Washington DC.
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Prensa Latina
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La figlia dell’antiterrorista cubano René González, uno dei Cinque, che ha patito molti anni di reclusione ingiusta negli Stati Uniti, ha ringraziato la solidarietà mondiale a proposito dell’inizio della  III Giornata “Cinque Giorni per i Cinque”, a Washington DC.

“In tutti questi anni difficili abbiamo sentito l’accompagnamento, la solidarietà per i Cinque e per le loro famiglie”, ha affermato Irma, la figlia maggiore di René, riferendosi all’importanza del attuale appuntamento nella capitale degli USA durate un incontro nella sede dell’ICAP - Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli - a L’Avana. 

“La riunione di Washngton dev’essere decisiva in questa tappa in cui il clamore cresce sempre più,  per una soluzione umanitaria al caso dei Cinque”,  ha aggiunto Irma.

Suo padre e i suoi compagni Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González, furono arrestati il 12 settembre del 1998 a Miami e da allora sono noti come i Cinque.

“ È molto il tempo che è trascorso... io ero una bambina quando papa fu arrestato”, ha precisato Irmita, come la chiamano, segnalando che: “In questo momento, nonostante la felicità per la presenza di mio padre a casa, viviamo il problema della liberazione dei suoi tre compagni sempre reclusi”.

Dei Cinque,  solo René González e Fernando González sono stati liberati al termine delle loro ingiuste condanne imposte in un clima ostile dopo un processo manipolato, realizzato a Miami.

La III Giornata,  organizzata dal Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, durerà sino all’11 giugno.

Parlamentari, scrittori, artisti, avvocati, attivisti per la pace e amici in generale vogliono accrescere la pressione politica a Washington dove radica il centro del potere politico degli USA, per far sì che avvenga un cambio nella strategia degli Stati Uniti verso Cuba.

Un cambio che, come dicono molti, deve passare per la soluzione umanitaria del caso di Gerardo Hernández, Ramón Labañino e Antonio Guerrero.