USA ed i suoi diritti umani: Ammazzare Fidel Castro
Ora che gli Stati Uniti ed i suoi alleati nella sua campagna mediatica contro Cuba si proclamano difensori della vita umana, i cubani ricordano che quello lo smentiscono, tra altre molte cose, i 640 tentativi per assassinare Fidel Castro.
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Prensa Latina
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Ora che gli Stati Uniti ed i suoi alleati nella sua campagna mediatica contro Cuba si proclamano difensori della vita umana, i cubani ricordano che quello lo smentiscono, tra altre molte cose, i 640 tentativi per assassinare Fidel Castro.

Per nessuno è un segreto che quell'insolito numero di tentativi di attentati contro la vita del dirigente di un paese ha formato parte della strategia ufficiale tracciata per le più alte autorità nordamericane ed la cui strumentazione è stata ordinata agli organismi di intelligenza e spionaggio. 

In questi giorni, si è ricordato il 50 anniversario dell'Ordine Esecutiva firmata per il presidente degli Stati Uniti, Dwight Eusenhower, in marzo del 1960, concedendo luce verde a tutte le operazioni coperte destinate ad abbattere al governo cubano, tra le quali hanno emerso sempre gli attacchi terroristici ed il progetto di eliminazione fisica di Fidel Castro. 

Documenti declassificati o semideclassificati per gli Archivi perfino dell'Agenzia Centrale di Intelligenza (CIA), confessioni dei detenuti nei tentativi di consumare i fatti o di quelli che si sono avventurati nell'invasione di Spiaggia Girón, udienze parlamentari sviluppatori e fino a mezza dozzina di film rivelando tali piani sono le migliori prove esistenti. 

L'insolita varietà di forme scelte per eliminare il dirigente della Rivoluzione cubana potrebbero sembrare elementi romanzeschi se non avessero costituito azioni concrete promosse al più alto livello negli Stati Uniti. 

Da tentare di avvelenare Fidel Castro durante il consumo di un alimento o di un habano, fino a comprare il tradimento di chi lo sparerebbe per un atto nell'Università di L'Avana, passando per altre molte modalità di assassinio, hanno costituito tentativi frustrati per l'efficienza della Sicurezza dello Stato cubano. 

I complot per riuscire quell'obiettivo nell'esterno sono stati di alta pericolosità ed i suoi falliti autori sono stati sempre protetti per le istanze statunitensi che gli hanno incaricato tali progetti di magnicidio. 

Uno degli ultimi è stato il preparato in Panama, con motivo della celebrazione di un Vertice Panamericano di Capi di Stato e Governo, frustrato per la denuncia di Cuba e che di materializzarsi, avrebbe costato un innumerabile numero di vite al volare con esplosivi l'aula magna dell'Università dove parlerebbe Fidel Castro ad una moltitudine di studenti. 

Lì è apparso come autore, un'altra volta, quel connotato terrorista Luis Posada Carriles, detenuto, condannato per un giudice e perdonato dopo per un governo panamense ed accolto con le braccia aperte per i gruppi terroristici di Miami affinché continuasse i suoi progetti. 

Queste centinaia di progetti di assassinio che non hanno potuto culminare col successo non sono sembrate mai una violazione del diritto alla vita per chi li hanno ordinato allora, hanno organizzato ed eseguito e non hanno perso mai la speranza di poterli consumare. 

Per i cubani è facile identificarli ora come gli stessi che dirigono la campagna mediatica contro Cuba e si proclamano difensori dei diritti umani, accompagnati per chi non hanno mai alzato un dito per almeno condannare questo tipo di terrorismo di Stato contro la nazione antillana.