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Esigono in Perù la libertà dei Cinque antiterroristi cubani
“La libertà dei Cinque lottatori antiterroristi cubani imprigionati negli Stati Uniti sarà ottenuta dalla solidarietà dei popoli”, ha affermato oggi il dirigente solidale peruviano Gustavo Espinoza. Il presidente del Comitato Peruviano di Solidarietà coi Cinque, ha fatto la dichiarazione prima di partire per Cuba per partecipare al VI Colloquio Internazionale per la liberazione di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez, incarcerati dal 1998.
Fonte
Prensa Latina
Data
“La libertà dei Cinque lottatori antiterroristi cubani imprigionati negli Stati Uniti sarà ottenuta dalla solidarietà dei popoli”, ha affermato oggi il dirigente solidale peruviano Gustavo Espinoza. Il presidente del Comitato Peruviano di Solidarietà coi Cinque, ha fatto la dichiarazione prima di partire per Cuba per partecipare al VI Colloquio Internazionale per la liberazione di Gerardo Hernandez, Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez, incarcerati dal 1998.
Ha segnalato che nessuno può scartare pienamente che la forza dei popoli non possa perforare la corazza degli oppressori e potrebbe succedere che, alla fine, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, prenda una decisione al riguardo.
Per questo, gli basterebbe essere coraggioso ed avere un'idea chiara del vero senso della lotta del popolo di Cuba, ha aggiunto Espinoza.
Ha aggiunto che spera di vedere i Cinque liberi nella loro patria. “Finché non succederà, la nostra bandiera rimarrà alta e la solidarietà ondeggerà alla maggiore altezza”.
Ha manifestato inoltre la convinzione che la libertà dei valorosi lottatori in nessun caso sarà il risultato della generosità dei governanti nordamericani, né la conseguenza di un accordo segreto tra gli Stati Uniti e Cuba.
Quando succederà, sarà il risultato, in primo luogo, della nobile causa che incarnano Ramon, Renè, Fernando, Antonio e Gerardo; in secondo luogo, della titanica lotta liberata dal popolo di Cuba ed il suo Governo per ottenere il ritorno alla patria dei loro eroi, ha detto Espinoza.
Ha aggiunto che a questi fattori si deve aggiungere la solidarietà internazionale che ha permesso che in tutti i punti del pianeta si siano sollevate le voci di milioni, in domanda di giustizia per questo caso che incarna la dignità del mondo.
Ha segnalato che nessuno può scartare pienamente che la forza dei popoli non possa perforare la corazza degli oppressori e potrebbe succedere che, alla fine, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, prenda una decisione al riguardo.
Per questo, gli basterebbe essere coraggioso ed avere un'idea chiara del vero senso della lotta del popolo di Cuba, ha aggiunto Espinoza.
Ha aggiunto che spera di vedere i Cinque liberi nella loro patria. “Finché non succederà, la nostra bandiera rimarrà alta e la solidarietà ondeggerà alla maggiore altezza”.
Ha manifestato inoltre la convinzione che la libertà dei valorosi lottatori in nessun caso sarà il risultato della generosità dei governanti nordamericani, né la conseguenza di un accordo segreto tra gli Stati Uniti e Cuba.
Quando succederà, sarà il risultato, in primo luogo, della nobile causa che incarnano Ramon, Renè, Fernando, Antonio e Gerardo; in secondo luogo, della titanica lotta liberata dal popolo di Cuba ed il suo Governo per ottenere il ritorno alla patria dei loro eroi, ha detto Espinoza.
Ha aggiunto che a questi fattori si deve aggiungere la solidarietà internazionale che ha permesso che in tutti i punti del pianeta si siano sollevate le voci di milioni, in domanda di giustizia per questo caso che incarna la dignità del mondo.
