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Denunciano a Cuba furto di fondi congelati dagli Stati Uniti
Alla fine del 2011 ammontava a 245 milioni di dollari il valore dei fondi congelati dagli Stati Uniti, alcuni dei quali sono spariti negli ultimi anni come conseguenza di ripetute appropriazioni.
Fonte
Prensa Latina
Data
Alla fine del 2011 ammontava a 245 milioni di dollari il valore dei fondi congelati dagli Stati Uniti, alcuni dei quali sono spariti negli ultimi anni come conseguenza di ripetute appropriazioni.
I pignoramenti comprendono soldi e beni appartenenti a cittadini cubani residenti e non residenti nel Paese caraibico, a nazionali d’altri stati ed ad imprese cubane e straniere, dovuto alle leggi del bloqueo economico imposto dalla nazione americana, denuncia un articolo del quotidiano Granma.
Fra gli attivi congelati esistono proprietà e conti bancari dello Stato, entità e persone naturali cubane, trasferimenti realizzati a Cuba da istituzioni e persone straniere, eredità e premi in effettivo ottenuti da cittadini cubani in concorsi o eventi sportivi internazionali.
Secondo il testo, questo tipo d'azione iniziò l'8 luglio 1963, a partire dell'emissione, da parte del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, delle cosiddette Regolazioni per il Controllo degli Attivi Cubani, che decretavano il congelamento dei fondi dell'isola.
Fin dalla metà degli anni 90, il paese delle Antille soffrì una nuova forma d'attacco, mediante il furto dei beni dello Stato e le imprese cubane per decisione unilaterale dell'amministrazione di Washington.
La sottrazione si fa anche come risultato delle sentenze contro Cuba nei tribunali della Florida, al sud degli Stati Uniti, e dell'approvazione di leggi anticubane nel Congresso di quel Paese.
Fra il 1996 ed il 2006, secondo informa l'articolo, la nazione caraibica ha sofferto quattro furti, per un valore di 170 milioni di dollari, che sono stati fatti a ottobre del 1996; a febbraio del 2001; ad aprile del 2005 ed a novembre del 2006.
In ognuna di queste occasioni si estrassero soldi dagli attivi congelati per fare beneficenza ai cittadini e familiari di persone che hanno realizzato attività anticubane, o per rispondere ad ordini giudiziali contro l'isola di casi analizzati nei tribunali americani.
Come risultato dei furti, spiega l'articolo, i fondi congelati dello Stato e delle entità cubane nelle banche americane sono praticamente estinti, mentre la parte più grossa degli attivi che sono ancora bloccati appartengono a cittadini cubani ed a persone ed entità straniere.
I pignoramenti comprendono soldi e beni appartenenti a cittadini cubani residenti e non residenti nel Paese caraibico, a nazionali d’altri stati ed ad imprese cubane e straniere, dovuto alle leggi del bloqueo economico imposto dalla nazione americana, denuncia un articolo del quotidiano Granma.
Fra gli attivi congelati esistono proprietà e conti bancari dello Stato, entità e persone naturali cubane, trasferimenti realizzati a Cuba da istituzioni e persone straniere, eredità e premi in effettivo ottenuti da cittadini cubani in concorsi o eventi sportivi internazionali.
Secondo il testo, questo tipo d'azione iniziò l'8 luglio 1963, a partire dell'emissione, da parte del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, delle cosiddette Regolazioni per il Controllo degli Attivi Cubani, che decretavano il congelamento dei fondi dell'isola.
Fin dalla metà degli anni 90, il paese delle Antille soffrì una nuova forma d'attacco, mediante il furto dei beni dello Stato e le imprese cubane per decisione unilaterale dell'amministrazione di Washington.
La sottrazione si fa anche come risultato delle sentenze contro Cuba nei tribunali della Florida, al sud degli Stati Uniti, e dell'approvazione di leggi anticubane nel Congresso di quel Paese.
Fra il 1996 ed il 2006, secondo informa l'articolo, la nazione caraibica ha sofferto quattro furti, per un valore di 170 milioni di dollari, che sono stati fatti a ottobre del 1996; a febbraio del 2001; ad aprile del 2005 ed a novembre del 2006.
In ognuna di queste occasioni si estrassero soldi dagli attivi congelati per fare beneficenza ai cittadini e familiari di persone che hanno realizzato attività anticubane, o per rispondere ad ordini giudiziali contro l'isola di casi analizzati nei tribunali americani.
Come risultato dei furti, spiega l'articolo, i fondi congelati dello Stato e delle entità cubane nelle banche americane sono praticamente estinti, mentre la parte più grossa degli attivi che sono ancora bloccati appartengono a cittadini cubani ed a persone ed entità straniere.
