Un martiano come lui sapeva che per essere liberi si doveva essere colti e che la cultura era uno dei nomi della felicità che la Rivoluzione desiderava per il suo popolo     La cultura, nel suo più ampio concetto, fu un’ossessione permanente per Fidel, una convinzione del ruolo cruciale che aveva nella trasformazione d’una società che si inaugurava in Rivoluzione. Senza cultura, disse «non c’è libertà possibile».
La causa palestinese fu una causa di Fidel. Che le dedicò, dallo stesso principio della Rivoluzione trionfante, sforzi e solidarietà,espressi in Cuba, in forum internazionali, e al più alto livello nel quale il nostro paese alzò la sua voce. Il 12 ottobre del 1979, il Comandante in Capo  pronunciò un discorso nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel quale informò sugli  accordi adottati nella Sesta Conferenza dei Capi  di Stato e di Governo del Movimento dei Paesi Non Allineati, realizzata in quei giorni nella capitale cubana.  
Attraverso uno sguardo intimo e riflessivo la  mostra /Tutta  la gloria del mondo/ rivela molteplici dimensioni del Comandante in Capo   Dall’intimità della casa allo spazio pubblico, dalle conversazioni tranquille ai dialoghi intensi, dall’atteggiamento dell’anziano venerabile, alla siluetta imponente del leader, dalle mani inconfondibili ai gradi di Comandante in Capo…  
Dotato di un’impressionante capacità di guardare il domani come un fatto immediato e con la fiducia illimitata nelle possibilità dell’essere umano di trasformare in realtà il sogno più utopico, scommise sullo sviluppo dell’industria biotecnologica in Cuba  
Un martiano come lui sapeva che per essere liberi si doveva essere colti e che la cultura era uno dei nomi della felicità che la Rivoluzione desiderava per il suo popolo     La cultura, nel suo più ampio concetto, fu un’ossessione permanente per Fidel, una convinzione del ruolo cruciale che aveva nella trasformazione d’una società che si inaugurava in Rivoluzione. Senza cultura, disse «non c’è libertà possibile».
C'est aussi grâce aux livres, qui ont été le tremplin et le soutien de chacune des batailles de sa vie, que Fidel est devenu révolutionnaire   « Un grand nombre de classiques sont passés entre mes mains au cours des années mouvementées de ma vie », a déclaré Fidel. Photo: Granma Archive
Nel 1985, un giornalista straniero chiese a Fidel: «Quale vorrebbe che fosse il suo legato? Come le piacerebbe che s’interpretasse quello che lei ha fatto in questi anni?».   Come parte della succinta risposta, nella quale  disse chiaramente che la sua permanenza nel potere era direttamente  relazionata con i suoi doveri  
Attraverso uno sguardo intimo e riflessivo la  mostra /Tutta  la gloria del mondo/ rivela molteplici dimensioni del Comandante in Capo   Dall’intimità della casa allo spazio pubblico, dalle conversazioni tranquille ai dialoghi intensi, dall’atteggiamento dell’anziano venerabile, alla siluetta imponente del leader, dalle mani inconfondibili ai gradi di Comandante in Capo…  
C'est aussi grâce aux livres, qui ont été le tremplin et le soutien de chacune des batailles de sa vie, que Fidel est devenu révolutionnaire   « Un grand nombre de classiques sont passés entre mes mains au cours des années mouvementées de ma vie », a déclaré Fidel. Photo: Granma Archive
Nel 1985, un giornalista straniero chiese a Fidel: «Quale vorrebbe che fosse il suo legato? Come le piacerebbe che s’interpretasse quello che lei ha fatto in questi anni?».   Come parte della succinta risposta, nella quale  disse chiaramente che la sua permanenza nel potere era direttamente  relazionata con i suoi doveri  
Nella storia di Fidel, dai suoi anni di studente alla sua presenza indiscutibile d’adesso,c’è un cumulo infinito di lezioni e tutte coincidono in un punto: non si lasciò mai vincere dalle circostanze