In uno dei suoi più alti momenti d’ispirazione , il poeta Jesús Orta Ruiz, “l’ Indio Naborí”, trasformò in poesía quel triste passaggio,  quando scrisse «Elegía delle scarpette bianche», una delle cronache  più commoventi sui fatti di Girón.
Per celebrare l’anno nuovo e il primo anniversario del trionfo della Rivoluzione, personalità di vari paesi del mondo furono invitati dal Primo Ministro, Fidel Castro. I visitatori stranieri, giovedì  31 dicembre apprezzarono nella capitale varie azioni e omaggi, accompagnati da  Osvaldo Dorticós e Fidel, che offerse una cena per salutare l’anno.
I discorsi del leader della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro (1926-2016), nella sede dell'ONU a New York trascendono ancora oggi e sono referenziali per i popoli che difendono ideologie progressiste o di sinistra.     In questa data, commemorandosi il terzo anniversario del suo decesso, la missione di Cuba presso le Nazioni Unite rende tributo al suo lascito e ricorda il suo passaggio nell'organismo multilaterale.    
Fidel Castro è stato una guida politica e spirituale, il cui lascito rivoluzionario è ancora vivo, ha detto oggi l'attivista statunitense Benjamin Chavis, in un pannello realizzato a Washington sul leader cubano.     Ringrazio a Dio per Fidel Castro, ha detto il lottatore afroamericano per i diritti civili che ha risaltato che lo spirito del rivoluzionario del paese caraibico è un promemoria che ancora rimane molto lavoro da fare nel 2019 a favore delle cause che lui ha difeso.    
Il subcomandante Marcos - Le lotte degli indigeni – Evo Morales – Hugo Chávez e il Venezuela – Il golpe di stato contro Chávez – Militari progressisti – Kirchner e il simbolo argentino – Lula e il Brasile.
Era l’alba del lunedì 22 ottobre 1962, il personale di guardia delle Direzioni delle Operazioni e Informazione dello Stato Maggiore (EMG) delle Forze Armate Rivoluzionarie, iniziarono a percorrere gli uffici svegliando i compagni che fino alle ore piccole della notte avevano lavorato, pochissimi erano potuti andare alle loro case. La nuova settimana preannunciava essere molto intensa, perché con i primi raggi del sole del giorno cominciarono a ricevere notizie ogni volta più allarmanti dagli Stati Uniti.
“La pace in Colombia” di Fidel Castro Ruz. Il titolo e l’autore basterebbero per fare di questo libro quello più desiderato e letto attualmente. Basta guardare l’ottima copertina di questa opera dell’Editora Politica per pensare che le sue pagine tesoreggiano il giudizio personale dello statista di statura extra che lo firma, su un capitolo complicato e scuro della nostra epoca e della nostra regione.
Rivoluzione è consapevolezza del momento storico; è cambiare tutto quanto deve essere cambiato; è uguaglianza e libertà piene; vuol dire essere trattato e trattare gli altri come esseri umani; significa emanciparci noi stessi e con i propri sforzi; è sfidare potenti forze dominanti dentro e fuori l'ambito sociale e nazionale; è difendere i valori in cui si crede al prezzo di qualunque sacrificio; è modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà ed eroismo.
In questi giorni i “coraggiosi guerrieri” della CIA ed i mercenari della cloaca di Miami con la loro succursale a Madrid (diretti da Montaner) si sono alzati confusi e annegati nei loro stessi escrementi. La notizia è stata diffusa al mondo intero: il leader storico della Rivoluzione cubana Fidel Castro è entrato nel libro dei Guinness per essere la persona che più volte hanno tentato di assassinare.
“Perchè quello che non possono perdonarci gli imperialisti è che siamo qui! Quello che non possono perdonarci gli imperialisti è la dignità, l’onestà, il valore,  la fermezza ideologica, lo spirito di sacrificio,  lo spirito rivoluzionario del popolo cubano!”
Questo nome provocò nella sala un’intensa emozione, dato che questa donna era considerata da tutti i membri del tribunale la principale testimone della difesa, dopo Fidel. Lo annotai nella quinta udienza di luglio, dopo i fatti della Caserma Moncada. Lei e la dottoressa Melba Hernández Rodríguez del Rey furono le due donne che facevano parte del contingente di giovani rivoluzionari che con la guida del dottor Fidel Castro furono protagonisti delle gesta del 26 di Luglio del 1953.
Il 24 ottobre del 1963, John F. Kennedy, che occupava la presidenza degli Stati Uniti, concesse un’intervista al giornalista  Jean Daniel Bensaid, che lavorava per il quotidiano  francese L’Express.