Il primo detenuto del 26 di Luglio del 1953, portato nella caserma  Moncada, fu José Villa Romero, “Toitico” per il popolo di Santiago, ex capo della Polizia di Santiago di Cuba durante il governo costituzionale del dottor Carlos Prío Socarrás, sino al colpo di Stato del 10 marzo del 1952.
Quarant’anni fa, in 30 minuti trascendentali per la storia dell’umanità, il Comandante in Capo polverizzò la macabra intenzione imperiale d’isolare e dividere il  Movimento dei Paesi Non Allineati, seminando l’idea di opporre questo blocco alle nazioni di idee socialiste.
I 1º  ottobre del 1963 alcuni mezzi di comunicazione informarono su una nota emessa dall’ allora Osservatorio Nazionale, sulla presenza nell’estremo sud delle Antille Minori del sesto ciclone tropicale della stagione, chiamato Flora.
“Ho vissuto per lottare”, ha riconosciuto Fidel Castro, l’avvocato che decise di dedicarsi ad una causa: quella del diritto alla giustizia sociale, ad un mondo di pace e di solidarietà.
Il 26 di Luglio del 1953 fu la risposta del popolo cubano alla situazione creata da Fulgencio Batista con il colpo di Stato, il 10 marzo del 1952, e la ricerca di un cammino con una Rivoluzione che permettesse di sradicare i gravi danni economici e sociali provocati dal controllo nordamericano.   In quei giorni a Santiago di Cuba si realizzava il carnevale, una diversione, quando un gruppo di uomini guidati dal giovane rivoluzionario Fidel Castro attaccò la Caserma Moncada, la seconda fortezza dell’esercito batistiano.  
Come avvenne quel 4 gennaio del 1959, il popolo ha dato il benvenuto nei territori di Las Tunas e di Camagüey, a coloro che rieditano la Carovana della Libertà.   Trasformata in una tradizione popolare che si arricchisce con il passaggio del tempo, nelle due province si sono unite le differenti generazioni di cubani per ricordare le prodezze dei barbudos e constatare tutto quello che è stato costruito in questi 57 anni di Rivoluzione.  
 
« Ho l’impressione che la prima volta che vidi Fidel fu in Piazza Cadenas dell’Università  de L’Avana, quando studiavo la specializzazione di Fisica nel  1967. Lui andava spesso all’Università a parlare con gli studenti e una notte io fui presente», ricorda il cantautore  Vicente Feliú raccontando a Granma i ricordi che conserva della figura di Fidel.   «Poi lo vidi molte volte quando cominciò il movimento della Nuova Trova, che ebbe sempre i suo appoggio senza condizioni e quello di  Haydée.  
“Un giorno si dovrà elevare un gigantesco monumento a questo eroe insuperabile che è il popolo”.   Ce lo disse il 30 settembre del 1996 quando gli abitanti di Villa Clara organizzarono dalla notte alla mattina un’impressionate manifestazione in Piazza  Ernesto Che Guevara.   Proprio lì, un anno prima, aveva ricevuto il primo comandante che aveva nominato nella Sierra Maestra, ed ha incontrato di nuovo il mitico guerrigliero argentino lo scorso 30 novembre, in questo ritorno trionfale a Santiago di Cuba.  
Nella storia di Cuba il 1961 fu un anno trascendentale per la proclamazione del carattere socialista della Rivoluzione, la vittoria di Playa Girón, la nascita del Partito Comunista e la grande Campagna d’alfabetizzazione che sradicò l’analfabetismo dal nostro paese.
Gabo ed io ci trovavamo nella città di  Bogotá in quel triste giorno del 9 aprile del 1948, quando uccisero Gaitán. Avevamo la stessa età: 21 anni;  fummo testimoni degli stessi avvenimenti.   Tutti e due studiavamo la stessa materia: Diritto. Almeno era quello che credevamo tutti e due. Non sapevamo nulla l’uno dell’altro. Non ci conosceva nessuno e non ci conoscevamo tra di noi.  
Il 28 marzo del 2002 il Comandante in Capo inaugurò il Corso di Preparazione  Integrale che rese possibile la ripresa degli studi a migliaia di giovani.