"I nostri eroi dovranno essere liberati. L'enorme ingiustizia commessa contro di loro sarà conosciuta da tutto il mondo. Milioni di libri trasmetteranno la verità e il messaggio di Cuba. I nostri compagni, più presto che tardi, ritorneranno! Non importa quanto costerà e dove saranno, i loro familiari eserciteranno comunque il loro diritto a visitarli tutti i mesi e a portare loro il coraggio e l'affetto di tutto il loro popolo".

"I cinque Eroi della Repubblica di Cuba Prigionieri dell'Impero, le loro ammirevoli madri e mogli, nostri contemporanii e orgoglio della Patria, si sono addentrati profondamente nel cuore del loro popolo e in quello di ognuno dei suoi figli, potremmo dire che senza alcuna eccezione".

"Ha pensato qualche volta McCain ai Cinque Eroi antiterrorista cubani che sono stati rinchiusi in prigioni solitarie come quelle che dice di detestare, obbligati a comparire davanti ad una giuria di Little Havana per delitti mai commessi, sanzionati tre di essi ad uno e persino a due ergastoli, e gli altri due a 19 e 15 anni? È a conoscenza che le autorità degli Stati Uniti hanno ricevuto informazioni che hanno potuto impedire la morte per terrorismo di cittadini nordamericani?
 

"Non era sufficiente per Bush avere oltraggiato il nome di Cuba installando nel territorio illegalmente occupato di Guantánamo un orribile centro di tortura simile a quello di Abu Ghraib, che una volta scoperto ha spaventato il mondo intero. Il crudele agire dei suoi predecessori non gli sembrava sufficiente. Non gli bastavano i 100 miliardi di dollari che aveva dovuto spendere un paese povero e sottosviluppato come Cuba. Accusare Posada Carriles era autoaccusarsi".
 
(...)  
 
"Non bastava l’invasione mercenaria della Baia dei Porci (...)"  

Non depositeremo solamente fiori sulla tomba di Carmen Nordelo. Proseguiremo la lotta senza tregua per la libertà di Gerardo, Antonio, Fernando, Ramón e René, smascherando l'infinita ipocrisia ed il cinismo dell'impero, difendendo la verità!

"(...) negli Stati Uniti ci sono cinque prigionieri cubani, lontani uno dall’altro migliaia di chilometri. Non hanno nessuna zona che potrebbero definire ironicamente “Hanoi Hilton”. Le loro sofferenza e l’ingiustizia di cui sono vittime saranno conosciute dal mondo, non ne dubiti assolutamente".