Libertà dei Cinque, passo per risolvere problemi tra Cuba-USA
Renè Gonzalez, uno dei Cinque cubani, ha considerato la libertà dei suoi quattro compagni che rimangono imprigionati negli Stati Uniti un passo necessario per incominciare a risolvere i problemi tra l'isola e Washington.
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Prensa Latina
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Renè Gonzalez, uno dei Cinque cubani, ha considerato la libertà dei suoi quattro compagni che rimangono imprigionati negli Stati Uniti un passo necessario per incominciare a risolvere i problemi tra l'isola e Washington.

“Il popolo nordamericano non guadagna niente con questa controversia, ed in generale lo percepisce, benché non sia una priorità per loro stessi. Quando si manifestano, affermano che sono un po' stanchi che ancora la Guerra Fredda stia operando contro un paese che adesso non rappresenta un pericolo per loro, ha affermato.

In dialogo con il quotidiano Juventud Rebelde, Renè ha riflettuto che “il Governo degli Stati Uniti deve fare ciò che è corretto, quello che conviene al suo paese, sedersi con Cuba e negoziare tutti i problemi che li dividono ed ovviamente il caso dei Cinque, che sta in primo piano”.

Nella sua conversazione con Joventud Rebelde, ha riconosciuto che i cubani hanno dimostrato sensibilità con questo caso, ed ha potuto confermarlo con le dimostrazioni di appoggio che ha ricevuto per le strade dell'isola.

“Ma bisogna portare questa storia in tutti i luoghi, affinché risuoni negli Stati Uniti; il proposito fondamentale deve essere che finalmente la società nordamericana si metta in contatto con un caso che è stato trafugato, che viene mantenuto al margine”, ha segnalato.

Però Renè, a dispetto delle pratiche della sua permanenza a Cuba – dove era venuto in aprile per la morte di suo padre - non si sentirà in libertà fino a che anche i suoi compagni ritornino nella nazione caraibica.

Come ha affermato pochi giorni fa alla stampa, la sua priorità sarà lottare per la scarcerazione di Gerardo, Antonio, Ramon e Fernando.