“L’umanità ha bisogno di queste soluzioni. L’umanità cresce, l’umanità si moltiplica; e non cresce, tuttavia, la superficie. L’uomo dovrà fare il necessario per incrementare la produttività per superficie, mettere in produzione il massimo delle terre oppure la superficie, approfittare di tutte le risorse naturali, approfittare di tutte le risorse della scienza; perché solo chi non è rivoluzionario, chi non ha la minima idea delle possibilità dell’intelligenza e della volontà dell’uomo, potrà concepire un mondo dove l’umanità morirà per fame.”
"Le armi ogni volta più sofisticate che si accumulano negli arsenali dei più ricchi e potenti, come dissi una volta, potranno uccidere gli analfabeti, i malati, i poveri e i famelici, ma non potranno uccidere l'ignoranza, le malattie, la povertà e la fame."
"Paghiamo il debito ecologico e non il debito estero. Scompaia la fame e non l'uomo."
“A Cuba, l’incubo sociale e umano denunciato nel 1953, che diede origine alla nostra lotta, era stato superato pochi anni dopo il trionfo del 1959. Immediatamente non ci furono più (…) bambini denutriti, scalzi e pieni di parassiti, senza scuole o senza maestri anche se fosse sotto un albero; non c’erano più morti per fame, malattie o mancanza di risorse o di attenzione medica; scomparvero i lunghi mesi senza occupazione lavorativa; non si videro più uomini e donne nelle aree rurali senza lavoro.”