"Naturalmente, le rivoluzioni non hanno posto in un laboratorio: sono opere delle masse nella realtà vivente della storia, in condizioni difficili e di feroce lotta di classi."

“Di un colpo al mento, diretto al cervello, sopravisse uno dei più gloriosi generali delle nostre guerre d’indipendenza: Calixto García Íñiguez. Sua madre, che non credeva alla notizia che il figlio fosse prigioniero, conoscendo tutta la verità, esclamò con orgoglio: “Questo sì è mio figlio!”

“Nella storia, quasi tutte le azioni per raggiungere l’indipendenza nazionale, comprese quelle del popolo nordamericano, sono state realizzate mediante l’impiego delle armi, e nessuno ha messo in dubbio, né potrebbe mai mettere in dubbio, tale diritto. Però, l’impiego voluto delle armi per ammazzare persone innocenti, come metodo di lotta è assolutamente condannabile e dev’essere sradicato poiché è un fatto indegno ed inumano, tanto ripugnante quanto il terrorismo storico degli stati oppressori”.

“Cuba ha dimostrato per mezzo secolo che è possibile lottare e resistere. Si sbaglia il Presidente degli Stati Uniti, e si sbagliano i suoi consiglieri, se nei riguardi dei paesi dell'America Latina prosegue su questo sordido e spregiativo cammino”.

“Non mancheranno mai nella società umana i demagoghi, gli opportunisti, coloro che aspirano a soluzioni facili alla ricerca di popolarità, però coloro che tradiscono l'etica avranno sempre meno possibilità d'ingannare. La lotta ci ha insegnato il danno che possono causare l'opportunismo ed il tradimento”.

"Credo nella mobilitazione e nella lotta dei popoli! Credo nelle idee giuste! Credo nella verità! Credo nell’uomo!".

"Gli uomini che caddero nelle nostre guerre d’indipendenza congiungono oggi i loro sforzi a quelli dei caduti in questa guerra, ed a tutti i nostri morti nelle lotte per la libertà possiamo dirgli che finalmente è arrivato il momento di fare realtà i loro sonni."

"(...) quando in un popolo combattono uomini e donne, quel popolo è invincibile."

"È dovere della nuova generazione di uomini e di donne rivoluzionari essere modello di dirigenti modesti, studiosi ed instancabili lottatori per il socialismo. Senza dubbio costituisce una difficile scommessa nell’epoca barbara delle società di consumo, superare il sistema di produzione capitalista, che stimola e promuove l’istinto egoista dell’essere umano".

"In precedenza i popoli lottavano - e lottano ancora oggi -  con onore per un mondo migliore e più giusto ma, adesso devono lottare anche assolutamente per la propria sopravvivenza della specie."