"Bisogna chiedere alla grande potenza, sostenuta da quasi mille basi militari e sette flotte, con portaerei nucleari e migliaia di aeroplani da combattimento, con cui tiranneggia il mondo,  che ci spieghi come risolverà il problema della droga."

“I grandi artefici dei nostri sogni, coloro che consacrarono la loro esistenza, che conobbero le viscere del mostro imperialista e con relazione ai popoli ibero-americani, il "gigante delle sette leghe", per poco non hanno vissuto la terribile alternativa di tragedia estrema o luminosa speranza che oggi avvolge il nostro pianeta globalizzato”.

“La cosa peggiore dell'attuale crisi economica che colpisce oggi la società nordamericana, è che le misure anticrisi risalenti ad altri momenti della storia del sistema capitalista imperialista degli Stati Uniti, non hanno consentito la ripresa della sua marcia normale.”

"Lo spreco e le società consumiste capitalistiche nella sua fase neoliberale e imperialista, stanno portando il mondo in un vicolo senza uscita, dove il cambiamento climatico e il costo crescente degli alimenti, porta miliardi di persone verso i peggiori indici di povertà".

"La direzione del Partito deve essere la somma dei migliori talenti politici del nostro popolo, capaci d’affrontare la politica dell’impero che mette in pericolo alla spezie umana e genera gangster come quegli della NATO (...)"

"(...) nel mondo globalizzato di oggi, sotto l’egida dell’impero yankee, non esiste garanzia di sorta per nessun altro paese. All’interno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite si può ripetere una e mille volte il rifiuto unanime del blocco economico contro Cuba o di qualsiasi altra misura, come il diritto del popolo palestinese alla sua costituzione come Stato, senza che questo diritto o qualsiasi altro che non s’accomodi agli interessi dell’impero abbia alcuna vigenza".

"È grazie al possesso delle armi di distruzione di massa che Israele ha potuto svolgere in quella regione del Medio Oriente il suo ruolo di strumento dell’imperialismo e del colonialismo".

"È assolutamente chiaro che gli Stati Uniti cercheranno sempre di tenere sotto pressione a Cuba come fa con l’ONU o qualche istituzione pubblica o privata del mondo, una delle caratteristiche dei governi di quel paese e non sarebbe possibile aspettare qualcosa altro dai suoi governi, ma non per caso resistiamo da 54 anni difendendo senza sosta —e per tutto l’altro tempo che dovesse essere necessario—, affrontando il criminale blocco economico del potente impero."

“L’imperialismo riserverà sempre parecchie carte per sottomettere la nostra isola, anche se fosse costretto a depopolarla privandola degli uomini e donne e giovani, offrendoli briciole dei beni e risorse naturali che saccheggia al mondo.”

"Il Presidente degli Stati Uniti ha appoggiato l’azione definendo il ripugnante crimine come un’azione di legittima difesa. Obama non appoggia David contro Golia, ma Golia contro David."

“Noi abbiamo un avversario abbastanza poderoso, com’è il nostro vicino più prossimo: gli Stati Uniti. Li abbiamo avvertiti che avremmo resistito il blocco, anche se questo poteva implicare un costo molto elevato per il nostro paese. Non c’è prezzo peggiore che capitolare davanti al nemico che se senza diritto né ragione ti aggredisce”.

“Il merito della Rivoluzione Cubana può essere misurata nel fatto che un paese così piccolo abbia potuto resistere per così tanto tempo alla politica ostile ed alle misure criminali scatenate contro il nostro popolo dall'impero più potente della storia dell'umanità, che, abituato a maneggiare a suo piacimento i paesi dell'emisfero, sottovalutò una nazione piccola, dipendente e povera a poche miglia dalle sue coste. Questo non sarebbe mai stato  possibile senza la dignità e l'etica che caratterizzarono da sempre l'attività politica di Cuba, assediata da ripugnanti bugie e calunnie. Insieme all'etica, si forgiarono la cultura e la coscienza che resero possibile la prodezza di resistere per oltre 50 anni. Non è stato un merito particolare dei suoi leader, ma fondamentalmente del suo popolo”.

IL IX CONGRESSO DELL’UNIONE DEI GIOVANI COMUNISTI DI CUBA