"Qualunque siano le cause profonde, i fattori d’ordine economico e politico e i grandi colpevoli che l’hanno generato, nessuno potrebbe negare che il terrorismo costituisce oggi un fenomeno pericoloso, indifendibile dal punto di vista etico, che dev’essere sradicato".

 

"La Legge di Aggiustamento Cubano non solo costituisce una legge assassina, ma anche una legge terrorista, di un terrorismo della peggiore specie, che uccide, con consapevolezza e senza il minor rimorso, innocenti bambini".

"La Legge di Aggiustamento sarà, per coloro che abbiano l’aspirazione di emigrare in qualche modo, un importante e inconfutabile argomento morale. Ovunque ci saranno sempre persone che metteranno a repentaglio la vita per emigrare illegalmente, però, ciò che non avrà mai giustificazione è che vengano incoraggiate a farlo. Un simile fatto costituisce un crimine di lesa umanità, un abominevole disprezzo per la vita umana".

"Noi abbiamo offerto la nostra sincera cooperazione nella lotta contro il traffico di droghe, contro il traffico di persone o contro qualunque altra forma di crimine internazionale. Per pura superbia tale cooperazione è stata rifiutata, o limitata al minimo".

“Le prodezze che oggi il nostro popolo può fare nel campo della medicina, il capitale umano enorme su cui conta, non lo ha nessun altro paese al mondo; professionisti capaci di viaggiare in qualunque parte del mondo per quanto possa risultare difficile arrivarci.”

“Dal punto di vista politico, viviamo in un’epoca in cui c’è e ci sarà ogni volta di più armi più potenti di qualunque di quelle nate dalla tecnologia: le armi della morale, della ragione e delle idee. Senza di esse nessuna nazione è potente; con esse nessun paese è debole.”

"Mai a Cuba il popolo statunitense è stato incolpato, nemmeno è stato seminato l'odio nei suoi confronti per le aggressioni che abbiamo subito, ordinate dal suo governo. Ciò sarebbe stato contrario alle nostre dottrine politiche e alla nostra coscienza internazionalista, ben provata durante molti anni e sempre più radicata nel nostro pensiero."

“I paesi caraibici affrontano la sfida di sopravvivere e di andare avanti in mezzo alla più profonda crisi economica, sociale e politica che abbiano sofferto il nostro emisfero e il mondo, e quando la globalizzazione neoliberista minaccia di distruggere non solo il nostro diritto allo sviluppo, bensì la nostra diversità culturale e le nostre identità. L’unica uscita per i nostri popoli è l’integrazione e la cooperazione, non solo tra gli Stati ma anche tra i diversi enti e le diverse organizzazioni regionali”.

"Il turismo ha creato una domanda che ha contribuito ad attivare altri settori dell’economia nazionale. La politica seguita è stata quella di appoggiare le produzioni nazionali destinate a garantire le attività turistiche, senza trascurare la loro competitività, stabilità e qualità".

“Per la prima volta nella storia umana, la nostra specie affronta un rischio reale di estinzione. La minacciano non soltanto la distruzione del suo habitat naturale, ma anche gravi rischi politici, armi sempre più sofisticate di distruzione e sterminio massivo e dottrine estremiste che potrebbero appoggiarsi su mortali e annichilanti forze.”

“Riguardo alla politica mi pare meglio dire che è una miscela di scienza e di arte, più di arte che di scienza. Non deve dimenticarsi mai che sia in un caso che nel altro, la responsabilità del compito spetta agli esseri umani, ed essi sono tanto diversi e variabili quanto le particole negli abbinamenti della loro mappa genetica”.

“La battaglia è adesso più dura e difficile. Un impero egemonico, in un mondo globalizzato, l’unica superpotenza che è prevalsa dopo la guerra fredda e il prolungato conflitto tra due concezioni politiche, economiche e sociali radicalmente diverse, costituisce un enorme ostacolo all’unica cosa che oggi potrebbe preservare non soltanto i più elementari diritti dell’essere umano bensì la sua stessa sopravvivenza”.