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Divulgano nuove prove contro il terrorista Posada Carriles
Nuove rivelazioni sul passato del terrorista Luis Posada Carriles, a partire dalle revelazioni del salvadoregno Francisco Chavez Abarca, sono stati divulgati ieri sera in un reportage speciale sulla televisione cubana.
Fonte
Prensa Latina
Data
Nuove rivelazioni sul passato del terrorista Luis Posada Carriles, a partire dalle revelazioni del salvadoregno Francisco Chavez Abarca, sono stati divulgati ieri sera in un reportage speciale sulla televisione cubana.
Con una mezz'ora di durata, questo reportage ha mostrato momenti del processo eseguito il 20 e 21 dicembre scorso contro Chavez Abarca, in cui è stato condannato per terrorismo a 30 anni di reclusione.
“Sono stato un burattino di Posada Carriles, per l'età, per l'informazione, per l'immaturità, e di questo ha approfittato”, ha ammesso l'imputato, che è stato reclutato per eseguire attentati a L'Avana, nel 1997.
Ha raccontato che oltre a partecipare nel suo reclutamento a El Salvador, dove era il responsabile delle vendite dell'officina Moldtrok, Posada ha partecipato nella preparazione del materiale explosivo che è stato utilizzato nelle azioni vandaliche nella capitale cubana.
Ha detto che il cervello del sabotaggio ad un aereo cubano nel 1976 ha nascosto con le sue proprie mani il C-4 in un televisore che porterebbe un altro terrorista a L'Avana: Raul Cruz Leon.
Questo ordigno esplosivo, collocato nell'albergo Copacabana, nel quartiere di Miramar, ha ucciso il giovane turista italiano Fabio Di Celmo, il 4 febbraio 1997.
Chavez Abarca menzionato anche un altro complice salvadoregno negli atti terroristici contro la Maggiore delle Antille: Josè Ramon Sanfeliu, il suo capo a Moldtrok e quello che gli ha presentato Posada.
Ha anche commentato la sua partecipazione ad una riunione in un albergo insieme a Posada, Francisco Josè Hernandez y Arnaldo Monzon, al vertice nella controrivoluzionaria Fondazione Nazionale Cubano Americana, ed ai criminali Guillermo Novo Sampol e Pedro Crispin Remon.
Il terrorista salvadoregno ha rivelato che Posada lo ha invitato a viaggiare a Panama per partecipare al complotto che mirava ad assassinare il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro.
Nell'inchiesta appaiono anche dichiarazioni di testimoni, compresi i giovani che hanno potuto essere stati vittimi di azioni terroristiche, e di esperti nei vari rami delle scienze poliziali.
Con una mezz'ora di durata, questo reportage ha mostrato momenti del processo eseguito il 20 e 21 dicembre scorso contro Chavez Abarca, in cui è stato condannato per terrorismo a 30 anni di reclusione.
“Sono stato un burattino di Posada Carriles, per l'età, per l'informazione, per l'immaturità, e di questo ha approfittato”, ha ammesso l'imputato, che è stato reclutato per eseguire attentati a L'Avana, nel 1997.
Ha raccontato che oltre a partecipare nel suo reclutamento a El Salvador, dove era il responsabile delle vendite dell'officina Moldtrok, Posada ha partecipato nella preparazione del materiale explosivo che è stato utilizzato nelle azioni vandaliche nella capitale cubana.
Ha detto che il cervello del sabotaggio ad un aereo cubano nel 1976 ha nascosto con le sue proprie mani il C-4 in un televisore che porterebbe un altro terrorista a L'Avana: Raul Cruz Leon.
Questo ordigno esplosivo, collocato nell'albergo Copacabana, nel quartiere di Miramar, ha ucciso il giovane turista italiano Fabio Di Celmo, il 4 febbraio 1997.
Chavez Abarca menzionato anche un altro complice salvadoregno negli atti terroristici contro la Maggiore delle Antille: Josè Ramon Sanfeliu, il suo capo a Moldtrok e quello che gli ha presentato Posada.
Ha anche commentato la sua partecipazione ad una riunione in un albergo insieme a Posada, Francisco Josè Hernandez y Arnaldo Monzon, al vertice nella controrivoluzionaria Fondazione Nazionale Cubano Americana, ed ai criminali Guillermo Novo Sampol e Pedro Crispin Remon.
Il terrorista salvadoregno ha rivelato che Posada lo ha invitato a viaggiare a Panama per partecipare al complotto che mirava ad assassinare il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro.
Nell'inchiesta appaiono anche dichiarazioni di testimoni, compresi i giovani che hanno potuto essere stati vittimi di azioni terroristiche, e di esperti nei vari rami delle scienze poliziali.
