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Frei Betto: il premio è un omaggio agli esclusi ed agli emarginati
Il brasiliano Frei Betto ha affermato questo venerdì che il premio ALBA delle Lettere 2009 alla carriera è un omaggio agli esclusi ed agli emarginati, personaggi della maggioranza delle sue opere.
Fonte
Prensa Latina
Data
Il brasiliano Frei Betto ha affermato questo venerdì che il premio ALBA delle Lettere 2009 alla carriera è un omaggio agli esclusi ed agli emarginati, personaggi della maggioranza delle sue opere.
Nel sapere la decisione della Fondazione Culturale dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), Betto ha detto per via telefonica a Prensa Latina che nei suoi circa 50 libri si è dedicato fondamentalmente a “dare voce, a quelli che non hanno voce; ed a dare uno spazio, a quelli che non hanno spazio”.
Dopo aver espresso la sua allegria e felicità per il riconoscimento, il teologo e scrittore brasiliano ha sottolineato che non lo considera un merito personale, ma dei personaggi delle sue opere: i movimenti sociali, la teologia della liberazione, gli oppressi, gli sfruttati, gli emarginati ed i perseguitati dalla dittatura.
“È un onore a questo mondo escluso”, ha segnalato Betto, ed ha aggiunto che destinerà il premio metallico a dei progetti per favorire la gente povera, i membri dei movimenti sociali e tutti i dimenticati.
Betto, uno dei massimi esponenti della Teologia della Liberazione, è nato il 25 agosto 1944 a Belo Horizonte ed è artefice di un'opera che gli è valsa un vasto riconoscimento internazionale.
Tra i suoi titoli si trovano Fidel e la Religione (colloqui con Fidel Castro), Mistica e Spiritualità (con Leonardo Boff), Battesimo di sangue, Dai sotterranei della storia, L'amore feconda l'universo ed Ecologia e spiritualità (con Marcelo Barros).
Secondo le basi del Premio, questo si concede ai creatori viventi che abbiano consacrato la loro vita ed opera ad ingrandire il patrimonio culturale dell'America Latina e dei Caraibi, con contributi originali nei generi letterari e nelle manifestazioni artistiche.
I primi premi ALBA sono stati consegnati nel 2007, quando lo hanno ricevuto Mario Benedetti (Uruguay) e Oscar Niemeyer (Brasile).
L'anno scorso lo hanno meritato Roberto Fernandez Retamar (Cuba) e Jorge Sanjines (Bolivia), e nella categoria delle Arti, l'argentino Leon Ferrari.
Nel sapere la decisione della Fondazione Culturale dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), Betto ha detto per via telefonica a Prensa Latina che nei suoi circa 50 libri si è dedicato fondamentalmente a “dare voce, a quelli che non hanno voce; ed a dare uno spazio, a quelli che non hanno spazio”.
Dopo aver espresso la sua allegria e felicità per il riconoscimento, il teologo e scrittore brasiliano ha sottolineato che non lo considera un merito personale, ma dei personaggi delle sue opere: i movimenti sociali, la teologia della liberazione, gli oppressi, gli sfruttati, gli emarginati ed i perseguitati dalla dittatura.
“È un onore a questo mondo escluso”, ha segnalato Betto, ed ha aggiunto che destinerà il premio metallico a dei progetti per favorire la gente povera, i membri dei movimenti sociali e tutti i dimenticati.
Betto, uno dei massimi esponenti della Teologia della Liberazione, è nato il 25 agosto 1944 a Belo Horizonte ed è artefice di un'opera che gli è valsa un vasto riconoscimento internazionale.
Tra i suoi titoli si trovano Fidel e la Religione (colloqui con Fidel Castro), Mistica e Spiritualità (con Leonardo Boff), Battesimo di sangue, Dai sotterranei della storia, L'amore feconda l'universo ed Ecologia e spiritualità (con Marcelo Barros).
Secondo le basi del Premio, questo si concede ai creatori viventi che abbiano consacrato la loro vita ed opera ad ingrandire il patrimonio culturale dell'America Latina e dei Caraibi, con contributi originali nei generi letterari e nelle manifestazioni artistiche.
I primi premi ALBA sono stati consegnati nel 2007, quando lo hanno ricevuto Mario Benedetti (Uruguay) e Oscar Niemeyer (Brasile).
L'anno scorso lo hanno meritato Roberto Fernandez Retamar (Cuba) e Jorge Sanjines (Bolivia), e nella categoria delle Arti, l'argentino Leon Ferrari.
