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Ministro degli Esteri cubano ribadisce la solidità ed il successo della Rivoluzione
La Rivoluzione Cubana è solida e imbattibile, con o senza il bloqueo economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti, ha ribadito oggi il Ministro degli Affari Esteri del paese caraibico, Bruno Rodriguez.
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Agencia de Información Nacional
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La Rivoluzione Cubana è solida e imbattibile, con o senza il bloqueo economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti, ha ribadito oggi il Ministro degli Affari Esteri del paese caraibico, Bruno Rodriguez. Nel corso di una conferenza stampa per presentare il rapporto della sua nazione davanti all'Assemblea Generale della Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) sulla necessità di porre fine a questa politica, il Ministro ha sottolineato che Cuba continuerà ad andare avanti, nonostante gli ostacoli.
“Nonostante la crisi finanziaria internazionale, il bloqueo statunitense che è costato 96 miliardi di dollari di perdite per quasi 50 anni, l'impatto del cambiamento climatico e degli altri fattori, il nostro paese continuerà la sua ripresa economica”, ha sottolineato Rodriguez.
Ha criticato la posizione del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che mantiene intatta come i suoi predecessori una politica di genocidio, criminale, moralmente inaccettabile, fallita ed obsoleta.
L'arrivo di Obama alla Casa Bianca non ha portato un cambiamento nell'attuazione del bloqueo contro Cuba, ed il Governante ha ribadito recentemente la posizione di Washington con il prolungamento della legge che lo mantiene, ha rimarcato.
Obama, ha sottolineato, dispone di un ampio potere esecutivo per cambiare questa politica a partire dalla variazione di decine di risoluzioni e di restrizioni.
“Sono gli americani quelli che devono dire se il loro presidente ha o non ha sbagliato quando afferma che mantenere il bloqueo è una questione di interesse nazionale”, ha evidenziato Rodriguez, che ha chiesto dove è il cambiamento di Obama, per quanto riguarda questo abuso.
Il Ministro ha ribadito che la misura deve essere revocata in modo unilaterale giacché Cuba, tra le altre ragioni, non discrimina gli americani, non occupa nessuna parte degli Stati Uniti né ostacola il turismo verso l'isola.
Come esempi criminali del bloqueo, ha citato la proibizione alla società Merck e Co. di vendere il farmaco Elspar per curare i bambini cubani che soffrono di leucemia linfatica.
”Questo atto di guerra economica e di aggressione palese deve terminare”, ha affermato il Ministro, che si è anche riferito alla richiesta internazionale, condivisa dalla maggioranza degli americani, di porre fine a questo genocidio.
Il prossimo 28 ottobre, i membri dell'Assemblea Generale dell'ONU voteranno per la diciottesima volta consecutiva a favore o contro la summenzionata risoluzione che l'anno scorso è stata sostenuta da 185 nazioni e rifiutata solamente da tre.
“Nonostante la crisi finanziaria internazionale, il bloqueo statunitense che è costato 96 miliardi di dollari di perdite per quasi 50 anni, l'impatto del cambiamento climatico e degli altri fattori, il nostro paese continuerà la sua ripresa economica”, ha sottolineato Rodriguez.
Ha criticato la posizione del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che mantiene intatta come i suoi predecessori una politica di genocidio, criminale, moralmente inaccettabile, fallita ed obsoleta.
L'arrivo di Obama alla Casa Bianca non ha portato un cambiamento nell'attuazione del bloqueo contro Cuba, ed il Governante ha ribadito recentemente la posizione di Washington con il prolungamento della legge che lo mantiene, ha rimarcato.
Obama, ha sottolineato, dispone di un ampio potere esecutivo per cambiare questa politica a partire dalla variazione di decine di risoluzioni e di restrizioni.
“Sono gli americani quelli che devono dire se il loro presidente ha o non ha sbagliato quando afferma che mantenere il bloqueo è una questione di interesse nazionale”, ha evidenziato Rodriguez, che ha chiesto dove è il cambiamento di Obama, per quanto riguarda questo abuso.
Il Ministro ha ribadito che la misura deve essere revocata in modo unilaterale giacché Cuba, tra le altre ragioni, non discrimina gli americani, non occupa nessuna parte degli Stati Uniti né ostacola il turismo verso l'isola.
Come esempi criminali del bloqueo, ha citato la proibizione alla società Merck e Co. di vendere il farmaco Elspar per curare i bambini cubani che soffrono di leucemia linfatica.
”Questo atto di guerra economica e di aggressione palese deve terminare”, ha affermato il Ministro, che si è anche riferito alla richiesta internazionale, condivisa dalla maggioranza degli americani, di porre fine a questo genocidio.
Il prossimo 28 ottobre, i membri dell'Assemblea Generale dell'ONU voteranno per la diciottesima volta consecutiva a favore o contro la summenzionata risoluzione che l'anno scorso è stata sostenuta da 185 nazioni e rifiutata solamente da tre.
