Espongono caso dei Cinque cubani a governanti arabi e sud-americani
Dirigenti di organizzazioni politiche e sociali del Perù hanno chiesto ai capi di Stato e di Governo arabi e sud-americani riuniti oggi in questa capitale che intercedano per i Cinque cubani ingiustamente imprigionati negli Stati Uniti.
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Prensa Latina
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Dirigenti di organizzazioni politiche e sociali del Perù hanno chiesto ai capi di Stato e di Governo arabi e sud-americani riuniti oggi in questa capitale che intercedano per i Cinque cubani ingiustamente imprigionati negli Stati Uniti.

In un messaggio che hanno fatto arrivare ai partecipanti al III Vertice dell'America del Sud e dei Paese Arabi (ASPA), i firmatari sollecitano ai governanti che intervengano presso il governo di Washington per la libertà dei Cinque.
 
Secondo il testo, i cubani Renè Gonzalez, Antonio Guerrero, Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Fernando Gonzalez, sono stati catturati 14 anni fa in territorio nordamericano e condannati a pene illegali ed ingiuste, e devono recuperare la loro libertà.
 
Sottolinea che il presidente statunitense è autorizzato per rimediare l'ingiustizia e perdonarli, e chiede ai governanti riuniti nell'appuntamento ASPA che assumano questa causa che simbolizza la dignità dell'uomo nel nostro tempo.
 
La denuncia è sottoscritta dal Comitato Peruviano di Solidarietà con i Cinque e per il suo gruppo giovanile e di intellettuali, oltre che dai dirigenti dei partiti Comunista Peruviano, Roberto de la Cruz, e Comunista del Perù, Alberto Moreno.
 
Inoltre i leader dei partiti Socialista e Socialista Rivoluzionario, il Fronte Operaio Contadino Studentesco, la Coordinatrice Politico-sociale, il Movimento di Affermazione Sociale ed altri gruppi.
 
Ugualmente, la Confederazione Generale dei Lavoratori, la Federazione dei Lavoratori della Costruzione, il Sindacato Unitario dei Lavoratori dell'Educazione ed altri sindacati.