“Non ci importa niente chi possa essere il prossimo capo di governo della superpotenza che ha imposto al mondo il suo sistema di potere egemonico e dominante. Nessuno di coloro che sperano di diventarlo ci ispira alcuna fiducia. E' inutile che investano del tempo innecessario in promesse e dichiarazioni contro Cuba per ottenere il voto di alcuni traditori che osarono persino di calpestare e bruciare delle bandiere nordamericane.
“I popoli che abitano il pianeta, ovunque, corrono rischi economici, ambientali e bellici, come risultato della politica degli Stati Uniti, ma in nessun’altra regione della terra si vedono minacciati da problemi tanto gravi quanto i loro vicini, i popoli situati in questo continente a Sud di questo Paese egemonico”.
“La globalizzazione è stata rinchiusa nella camicia di forza del neoliberalismo, e quindi, cerca di globalizzare non lo sviluppo ma la povertà; non il rispetto alla sovranità nazionale dei nostri Stati, ma la sua violazione; non la solidarietà tra i popoli, ma "si salvi chi può" in mezzo all’ineguale concorrenza sul mercato.”
“Del prestigio della politica imperiale non rimarrà né la polvere. Denunceremo e abbatteremo sistematicamente, ad una ad una, la sua ipocrisia e le sue menzogne. E' evidente che non hanno nemmeno idea della qualità del popolo che si è forgiato in questi quarant'anni di Rivoluzione.
Il nostro messaggio raggiungerà tutti gli angoli della Terra, e la nostra lotta diventerà esempio. Il mondo, ogni giorno più ingovernabile, lotterà fino a che l'egemonismo e la sottomissione dei popoli diventino assolutamente insostenibili.”
“Il governo degli Stati Uniti usa inimmaginabili risorse economiche per difendere un diritto che viola la sovranità di tutti gli altri Paesi: continuare ad acquistare con banconote di carta le materie prime, l’energia, le industrie di tecnologia di punta, le terre più produttive e gli immobili più moderni del nostro pianeta”.