"Juan Miguel, la Patria ti ringrazia per la fermezza ed il coraggio con cui hai difeso il suo onore e la sua giusta vittoria! Tu hai dimostrato che, in momenti decisivi della storia di un popolo, la condotta di un uomo può compensare il disonore che gli abbiano occasionato tutti i traditori insieme, come quelli che vollero strapparci tuo figlio".

"Juan Miguel, per salvare la vita di Elián, fu disposto a dare la propria vita e a rischiare quella di sua moglie e dell’altro suo figlio. Ma non fu mai disposto a comprare la consegna di quel bambino che tanto amava al prezzo del tradimento della patria. La sua condotta gli valse la gloria e l’eterna ammirazione del suo popolo".

"Tralasciando molti altri avvenimenti indimenticabili, in nessuna delle occasioni menzionate delle nostre lotte provai tanta intensa emozione, come quando si aprì la porta del piccolo aereo che li portò dagli Stati Uniti, dopo tanti mesi di battaglia senza tregua, e vidi emergere, alle 19:53 del 28 giugno, le figure di Juan Miguel e Elián. Un piccolo bambino ed un semplice padre cubano che molte poche persone conoscevano fino a qualche mese fa; ritornavano trasformati in giganti simboli morali della nostra patria".

"(...) nel mondo globalizzato di oggi, sotto l’egida dell’impero yankee, non esiste garanzia di sorta per nessun altro paese. All’interno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite si può ripetere una e mille volte il rifiuto unanime del blocco economico contro Cuba o di qualsiasi altra misura, come il diritto del popolo palestinese alla sua costituzione come Stato, senza che questo diritto o qualsiasi altro che non s’accomodi agli interessi dell’impero abbia alcuna vigenza".

"Il blocco nel suo insieme e la criminale guerra economica contro Cuba devono cessare! Le minacce, le campagne sovversive, i piani di destabilizzazione devono cessare!"

"Il criminale blocco che ci ha promesso di inasprire moltiplica l’onore e la gloria del nostro popolo, contro il quale si sfracelleranno i suoi piani di genocidio. Glielo assicuro".

"Ogni volta che un illegale arriva negli Stati Uniti genera, a sua volta, il desiderio o il bisogno di riunire là parenti e amici, moltiplicando e potenziando le uscite illegali. La famosa Legge di Adeguamento Cubano genera questo fenomeno, per niente vantaggioso alla società statunitense, e gli Stati Uniti non potranno mai ristabilire il controllo nelle loro coste finché tale Legge esista.

"Nel suo desiderio di destabilizzare e distruggere la rivoluzione cubana, in un certo modo questa legge, molto generale e confusa, con alcuni aggiornamenti ulteriori, fu alla base del diritto automatico al soggiorno permanente, dopo un anno dall'entrata negli Stati Uniti, per tutti quei cittadini che uscissero illegalmente da Cuba non appena toccassero la terra degli Stati Uniti, cosa mai concessa ad altri paesi del mondo".

"La Rivoluzione non ha mai arginato le uscite legali del Paese verso gli Stati Uniti ovvero verso altri paesi del mondo. I governi degli Stati Uniti, dalla loro parte, hanno sempre incoraggiato le uscite illegali. Il visto smise di essere una pratica necessaria per essere accolto negli Stati Uniti, senza alcuna eccezione, senza tenere conto neanche dei precedenti penali, oppure di qualche fatto delittuoso commesso; non hanno mai scartato nessuno".

"Lotteremo contro l'infame legge, infame e criminale legge. Non ci fermeremo finché sarà soppressa. Soltanto così saremo sicuri che migliaia di bambini non saranno sradicati in modo illegale dalla loro patria, strappati dalla loro scuola, né gli sarà cambiata l'identità e non saranno costretti ad affrontare dei rischi mortali o persino la morte.