“Mi domando se ci sarebbe un altro paese del mondo che si sia consacrato di tale forma all’essere umano, ad educare tutti i cittadini, che ormai in una tappa superiore, li stiamo portando verso una cultura generale integrale che, tra l’altro, contiene qualche cosa che manca a molti paesi sviluppati, perché essere ricco non significa essere culto, essere sviluppato non significa essere culto.”

“Né la natura dev’essere distrutta, né le putride e sprecone società di consumo devono prevalere. C’è un campo dove la produzione di ricchezze può essere infinita: il campo delle conoscenze, della cultura e dell’arte in tutte le sue manifestazioni, compresa l’accurata educazione etica, estetica e solidale, una vita spirituale piena, socialmente, mentalmente e fisicamente sana; senza tutto ciò non si potrà mai parlare di qualità di vita.”

“Le oscure nuvole che si profilano oggi all’orizzonte del mondo, non impediranno a noi cubani di continuare a lavorare senza sosta nei nostri meravigliosi programmi sociali e culturali, coscienti che stiamo realizzando un compito umano senza paragoni nella storia”.

“Se si concepisce il benessere dell'uomo come la somma delle ricchezze materiali necessarie ad una vita materiale degna, che si conosce in che consistono, e la creazione illimitata di ricchezze culturali e spirituali, penso che questa è l'unica concezione che possa avanzare verso l'idea razionale di come deve essere il mondo dell'avvenire”.

“Il neoliberalismo proscrive ogni intervento dello Stato come elemento perturbatore dell’economia, come se potesse esistere ordine interno, esercito, salute, istruzione, cultura, scienza, tribunali, giudici, e tante altre attività senza lo Stato e le sue leggi.”

“Cuba ha una radice etnica e culturale molto diversa, e quella radice si affermò durante i secoli”.

"Chiamasi giustizia, chiamasi libertà e chiamasi diritti umani dove esiste uguaglianza, rispetto per tutti, cultura per tutti, perché senza cultura non si può essere liberi, senza cultura non si può neanche essere democratici."

"Sogniamo un mondo che non sia retto da una falsa monocultura universale (Applausi) ma un mondo dove sussistano e si sviluppino tutte le culture, un mondo dove esistano e si sviluppino tutte le lingue".

“L’interpretazione dell’Inno il 20 ottobre coincide con il fatto di guerra con il quale la Rivoluzione raggiunge la prima e più importante vittoria sulle truppe coloniali spagnole. La capitolazione di Bayamo e l’entrata vittoriosa di Céspedes nella città, suppongono la culminazione dell’atto di ribellione iniziato il 10 ottobre nello zuccherificio "La Demajagua", che segnò una svolta nella storia del paese e fece nascere, dalle cenere dei primi recinti coloniali, la nazione cubana”.