"Quale dev’essere l’etica di un rivoluzionario? Ogni pensiero rivoluzionario comincia da qualche etica, da alcuni valori inculcati dai genitori, inculcati dai maestri, la persona non nasce con queste idee; così come non nasce parlando, qualcuno l’insegna a parlare. Anche la famiglia ha una grande influenza".
“Bisogna mantenere gli odierni professori nelle aule, e incrementare la riserva, curare gelosamente le risorse umane giovanili che abbiamo formato in questi anni, ponendo enfasi nella professionalità e promozione delle medesime; continuare ad analizzare le necessarie trasformazioni a cui dev’essere sottoposta l’istruzione tecnico - professionale e liceale; perfezionare il processo per generalizzare e ampliare l’istruzione superiore, e riuscire a far sì che tutte le università del paese raggiungano l’eccellenza accademica e rivoluzionaria che domanda il paese dai suoi studenti e professori u
"Cuba, impegnata dal trionfo della Rivoluzione nella creazione di medici, maestri ed altri professionisti, possiede oggi, con meno di 12 milioni d’abitanti, un numero di specialisti in Medicina Generale Integrale superiore a quello dei medici dell’intera Africa sub-sahariana, dove sono presenti oltre 700 milioni d’abitanti."
“A Cuba, l’incubo sociale e umano denunciato nel 1953, che diede origine alla nostra lotta, era stato superato pochi anni dopo il trionfo del 1959. Immediatamente non ci furono più (…) bambini denutriti, scalzi e pieni di parassiti, senza scuole o senza maestri anche se fosse sotto un albero; non c’erano più morti per fame, malattie o mancanza di risorse o di attenzione medica; scomparvero i lunghi mesi senza occupazione lavorativa; non si videro più uomini e donne nelle aree rurali senza lavoro.”
"La nostra Rivoluzione può convocare decine di migliaia di medici e di tecnici della salute. Allo stesso modo, può convocare in forma massiva insegnanti e cittadini, disposti a recarsi in qualsiasi angolo del mondo per un nobile proposito. Non per usurpare i diritti e nemmeno per conquistare delle materie prime".
"Per i popoli ed i governi dell’America latina sarà una prova del fuoco. Per i nostri medici ed educatori, qualunque cosa succederà nel Paese dove svolgono il loro nobile e pacifico lavoro, lo sarà anche. Loro, di fronte a situazioni di pericolo, non abbandoneranno i loro pazienti né i loro allievi".