“Nella nuova era in cui viviamo, il capitalismo non serve nemmeno come strumento. È come un albero con radici marce dal quale germogliano
solo le peggiori forme d’individualismo, corruzione e disuguaglianza”.
“Oggi la crisi che affronta il mondo non è né può essere esclusiva di un paese, di un subcontinente o di un continente; è anche globale. Perciò il suddetto sistema imperiale e l’ordine economico che esso ha imposto al mondo sono insostenibili. I popoli decisi a lottare non soltanto per la propria indipendenza ma anche per la sopravvivenza, non potranno mai essere sconfitti, nemmeno se si tratta di un solo popolo”.
“La battaglia è adesso più dura e difficile. Un impero egemonico, in un mondo globalizzato, l’unica superpotenza che è prevalsa dopo la guerra fredda e il prolungato conflitto tra due concezioni politiche, economiche e sociali radicalmente diverse, costituisce un enorme ostacolo all’unica cosa che oggi potrebbe preservare non soltanto i più elementari diritti dell’essere umano bensì la sua stessa sopravvivenza”.
“Alcuni parlano che la crisi economica è il fine dell'imperialismo; magari bisognerebbe porsi se non significa qualcosa di peggio per la nostra specie”.
“La crisi economica significa inoltre l’inasprimento di problemi di grande importanza la cui soluzione è lontana: la povertà, la fame e le malattie che uccidono ogni giorno decine di milioni di persone nel mondo; l’analfabetismo, la mancanza di cultura, la disoccupazione, lo sfruttamento del lavoro e la prostituzione di milioni di bambini; il traffico e il consumo di droghe che mobilitano e assorbiscono centinaia di migliaia di milioni di dollari; il lavaggio di denaro sporco; la mancanza d’acqua; la scarsità di case, ospedali, comunicazioni, scuole e centri d’istruzione”.
“Il neoliberalismo proscrive ogni intervento dello Stato come elemento perturbatore dell’economia, come se potesse esistere ordine interno, esercito, salute, istruzione, cultura, scienza, tribunali, giudici, e tante altre attività senza lo Stato e le sue leggi.”
"Da un anno all’altro il livello di vita può aumentare se s’incrementano le conoscenze, l’autostima e la dignità di un popolo. Basta ridurre lo spreco perché cresca l’economia. Ciò nonostante, cresceremmo il necessario e nella misura del possibile".
“Crescono e si approfondiscono le differenze relative ai paesi ricchi e poveri, tra di essi e all’interno di essi, vale a dire, cresce l’abisso nella distribuzione della ricchezza, il peggiore flagello della nostra era, con la sua sequela di povertà, fame, ignoranza, dolore e sofferenza insopportabili per gli esseri umani”.
“Con grande ottimismo e fiducia nel brillante futuro economico del paese, inauguriamo oggi questo albergo e questo polo turistico, per un turismo di pace, di salute e sicurezza, del quale possano beneficiare bambini e famiglie, giovani, adulti e persone della terza età; per un turismo di sana ricreazione, di cultura e di riposo; per un turismo senza casinó né giochi d’azzardo; per un turismo senza disoccupati né mendicanti; per un turismo senza droghe né delitti, nel paese che, incontenibile, avanza verso una cultura generale integrale”.
“Il turismo ha creato una domanda che ha contribuito ad attivare altri settori dell’economia nazionale. La politica seguita è stata quella di appoggiare le produzioni nazionali destinate a garantire le attività turistiche, senza trascurare la loro competitività, stabilità e qualità”.