“Ai rivoluzionari più giovani, soprattutto, raccomando d’esigere il massimo ed una disciplina ferrea, senza ambizioni di potere, presunzione, né vanagloria. Fare attenzione ai metodi e ai meccanismi burocratici. […] Usare la scienza e l’informatica senza cadere in un linguaggio tecnicistico ed incomprensibile di elite specializzate. Sete di sapere, costanza, esercizio fisico ed anche mentale.”

"Sottovalutano il compito più straordinario della Rivoluzione, la sua opera educativa, l’intelligenza coltivata in modo massivo. Sono sostenitori della necessità di persone in grado di vivere con lavori semplici e rozzi. Sottovalutano i risultati ed esagerano i costi degli investimenti scientifici. Ancora peggio: si sottostima il valore dei servizi medici che Cuba offre al mondo, dove in realtà, con risorse modeste, la Rivoluzione mette a nudo il sistema imposto dall’imperialismo, carente del personale umano per portarlo a termine".

"Le idee nascono dalle conoscenze e dai valori etici. Una parte importante del problema sarebbe risolta tecnologicamente e l’altra bisognerebbe coltivarla continuamente; altrimenti, s’imporranno gli istinti più primari".