“I popoli pensano che l'unica cosa incompatibile con il destino dell'America Latina sia la miseria, lo sfruttamento feudale, l'analfabetismo, i salari da fame, la disoccupazione, la politica di repressione contro le masse operaie, contadine e studentesche, la discriminazione delle donne, dei neri, degli indigeni, dei meticci, l'oppressione delle oligarchie, il saccheggio delle loro ricchezze da parte dei monopoli yankee, il soffocamento morale dei loro intellettuali ed artisti, la rovina dei loro piccoli produttori a causa della concorrenza straniera, il sottosviluppo economico, le città senza strade, senza ospedali, senza case, senza scuole, senza industrie, sottomissione all'imperialismo, rinuncia alla sovranità nazionale e tradimento contro la patria”.

“(…) più l'umanità si avvicina all'era in cui finirà lo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, più fondata sarà la speranza dell'umanità per la pace, e più grande sarà il desiderio dell'umanità per la pace.”

"(...) tutto ciò che oggi contribuisce al sottosviluppo ed alla povertà costituisce una flagrante violazione dell'ecologia. Decine di milioni di uomini, donne e bambini muoiono ogni anno nel Terzo Mondo in conseguenza di questo, più che in ognuna delle due guerre mondiali. Lo scambio disuguale, il protezionismo ed il debito estero aggrediscono l'ecologia e propiziano la distruzione dell'ecosistema".

"Guardiamo verso tutto il globo terracqueo, con la speranza che sopravviva, che l'uomo trovi sufficiente intelligenza ed energia per sopravvivere, che l'umanità trovi sufficiente coscienza e spirito per lottare, perché solo lottando di fronte all'anarchia, di fronte alla pazzia dell'impero e del sistema che rappresenta potrà sopravvivere l'umanità."

“Ho fiducia nell'intelligenza dei popoli e degli uomini.  Mi fido della necessità che l'umanità sopravviva.  Confido in che comprendano che non è questione di ideologie, di razze, di colori, di entrate personali, di categorie sociali, è per tutti quelli che navighiamo in una stessa barca, una questione di vita o morte”

“l’impiego voluto delle armi per ammazzare persone innocenti, come metodo di lotta è assolutamente condannabile e dev’essere sradicato poiché è un fatto indegno ed inumano, tanto ripugnante quanto il terrorismo storico degli stati oppressori”.

“I paesi caraibici affrontano la sfida di sopravvivere e di andare avanti in mezzo alla più profonda crisi economica, sociale e politica che abbiano sofferto il nostro emisfero e il mondo, e quando la globalizzazione neoliberista minaccia di distruggere non solo il nostro diritto allo sviluppo, bensì la nostra diversità culturale e le nostre identità. L’unica uscita per i nostri popoli è l’integrazione e la cooperazione, non solo tra gli Stati ma anche tra i diversi enti e le diverse organizzazioni regionali”.

“La nostra umanità affronta il vero pericolo di estinguersi per le pazzie degli stessi esseri umani, vittime di una simile "civiltà". Tuttavia, nessuno lotterà per noi, che siamo la stragrande maggioranza. Soltanto noi, con l’appoggio di milioni di lavoratori manuali e intellettuali dei paesi sviluppati che guardano come si abbatte anche sui loro popoli la catastrofe, seminando idee, creando coscienza, mobilitando l’opinione pubblica del mondo e dello stesso popolo statunitense, potremo essere capaci di salvarla.”

“I popoli che abitano il pianeta, ovunque, corrono rischi economici, ambientali e bellici, come risultato della politica degli Stati Uniti, ma in nessun’altra regione della terra si vedono minacciati da problemi tanto gravi quanto i loro vicini, i popoli situati in questo continente a Sud  di questo Paese egemonico”.

“In una guerra nucleare il danno collaterale sarebbe la vita dell’umanità”.

“Tutti i governi del mondo sono costretti a rispettare il diritto alla vita di qualunque nazione e di tutti i paesi del pianeta”.