"(...) nel mondo globalizzato di oggi, sotto l’egida dell’impero yankee, non esiste garanzia di sorta per nessun altro paese. All’interno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite si può ripetere una e mille volte il rifiuto unanime del blocco economico contro Cuba o di qualsiasi altra misura, come il diritto del popolo palestinese alla sua costituzione come Stato, senza che questo diritto o qualsiasi altro che non s’accomodi agli interessi dell’impero abbia alcuna vigenza".

"Esiste per fortuna l’altra Venezuela, quella di Bolívar e  Miranda, quella di Sucre e di una legione di capi e pensatori brillanti che furono capaci di concepire la grande patria latinoamericana della quale ci sentiamo parte e per la quale abbiamo resistito più di mezzo secolo di aggressioni e di blocchi".

"Questa brutale alleanza militare si è trasformata nel più perfido strumento di repressione che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto. La NATO ha assunto questo ruolo repressivo globale subito dopo che l’URSS, che era servita agli Stati Uniti come pretesto per crearla, smise d’esistere".

“Qualsiasi persona onesta, capace d’osservare con obiettività i fatti, può apprezzare il pericolo dell’insieme dei fatti cinici e brutali che caratterizzano la politica degli Stati Uniti e spiegano la vergognosa solitudine di questo paese nel dibattito nelle Nazioni Unite sulla ‘Necessità di porre fine al blocco economico commerciale e finanziario contro Cuba’.”.

“Siamo obbligati a creare una coscienza sul rischio che l'umanità sta correndo inesorabilmente verso una catastrofe definitiva e totale, quale conseguenza delle decisioni irresponsabili di politici a cui il caso, più che il talento o il merito, ha posto nelle mani il destino dell'umanità.”

"Forse la CELAC diverrà quello che dev’essere un’organizzazione politica emisferica, meno gli Stati Uniti e il Canada. Il loro decadente e insostenibile impero si è guadagnato il diritto di riposare in pace".

"Mezzo secolo non è stato sufficiente, e dubito che l'Impero abbia un altro mezzo secolo prima che, più presto che tardi, affondi nel proprio fango."

"È assolutamente chiaro che gli Stati Uniti cercheranno sempre di tenere sotto pressione a Cuba come fa con l’ONU o qualche istituzione pubblica o privata del mondo, una delle caratteristiche dei governi di quel paese e non sarebbe possibile aspettare qualcosa altro dai suoi governi, ma non per caso resistiamo da 54 anni difendendo senza sosta —e per tutto l’altro tempo che dovesse essere necessario—, affrontando il criminale blocco economico del potente impero."
"Sono sorte nuove ed imprescindibili forze. Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, i cui vincoli con l'America Latina, la maggioranza dei paesi dei Caraibi e dell’Africa, che lottano per lo sviluppo, costituiscono la forza nella nostra epoca che è disposta a collaborare col resto dei paesi del mondo senza escludere gli Stati Uniti, Europa, Giappone".
"Ci sono fatti che riflettono l'incapacità quasi totale degli Stati Uniti di affrontare i problemi attuali del mondo. Possiamo dire che non esiste un governo in questo paese, né il Senato, né il Congresso, né la CIA o il Pentagono che determineranno la conclusione finale. È triste realmente che ciò succeda quando i pericoli sono maggiori, ma anche le possibilità di proseguire".
Il nostro mondo vive un momento eccezionale e unico, ogni giorno è maggiore il numero di persone che ne sono interessate. Tra gli avvenimenti degni d’attenzione, uno tra i più drammatici è il genocidio che si esegue nella Striscia di Gaza: 1,8 milioni di essere umani vivono assediati tra il deserto, il mare e il potere militare di un paese dell’Oriente Medio, dove il più potente impero che sia mai esistito ha creato, da oltre mezzo secolo e a un costo, secondo alcune stime, di circa cento miliardi di dollari, una potenza militare nucleare sofisticata e al tempo stesso irresponsabile.  Molte persone si domandano: Chi governa chi? Gli Stati Uniti governano l’Israele o l’Israele governa gli Stati Uniti?

“Noi abbiamo un avversario abbastanza poderoso, com’è il nostro vicino più prossimo: gli Stati Uniti. Li abbiamo avvertiti che avremmo resistito il blocco, anche se questo poteva implicare un costo molto elevato per il nostro paese. Non c’è prezzo peggiore che capitolare davanti al nemico che se senza diritto né ragione ti aggredisce”.