“[...] solo dalle crisi colosali possono venire le grandi soluzioni”.

“Oggi le multinazionali sono istituzioni con maggiore capacità, più ricchezza e potere che tutti i governi riuniti. Più si concentrano e più dominano le finanze, la produzione e l’economia mondiale, spinte da leggi cieche e incontrollabili del sistema che le ha create, e tanto più accelerano la crisi”.

"Se meditiamo su che cosa sta accadendo nel mondo, è impossibile non pensare che i progressi raggiunti dall’uomo nello sviluppo politico, la giustizia sociale e la convivenza pacifica sono rimasti molto al di sotto di quelli straordinari raggiunti nel campo della scienza e la tecnica".

“La crisi economica significa inoltre l’inasprimento di problemi di grande importanza la cui soluzione è lontana: la povertà, la fame e le malattie che uccidono ogni giorno decine di milioni di persone nel mondo; l’analfabetismo, la mancanza di cultura, la disoccupazione, lo sfruttamento del lavoro e la prostituzione di milioni di bambini; il traffico e il consumo di droghe che mobilitano e assorbiscono centinaia di migliaia di milioni di dollari; il lavaggio di denaro sporco; la mancanza d’acqua; la scarsità di case, ospedali, comunicazioni, scuole e centri d’istruzione”.

“Oggi la crisi che affronta il mondo non è né può essere esclusiva di un paese, di un subcontinente o di un continente; è anche globale. Perciò il suddetto sistema imperiale e l’ordine economico che esso ha imposto al mondo sono insostenibili. I popoli decisi a lottare non soltanto per la propria indipendenza ma anche per la sopravvivenza, non potranno mai essere sconfitti, nemmeno se si tratta di un solo popolo”.

“Il governo degli Stati Uniti usa inimmaginabili risorse economiche per difendere un diritto che viola la sovranità di tutti gli altri Paesi: continuare ad acquistare con banconote di carta le materie prime, l’energia, le industrie di tecnologia di punta, le terre più produttive e gli immobili più moderni del nostro pianeta”.

"Oggi nel pianeta si dibatti fra le crisi economiche, pandemie, cambi climatici, pericoli di guerre ed altri problemi concorrenti. Il compito politico si torni più complesso, ed esistono ancora quelli che si fanno illusioni che i popoli possono essere manipolati come burattini".

“Alcuni parlano che la crisi economica è il fine dell'imperialismo;  magari bisognerebbe porsi se non significa qualcosa di peggio per la nostra specie”.

“Obama non è un’ignorante, conosce così come conosceva Gore, il grave pericolo che minaccia a noi tutti, ma esita e da segni di debolezza di fronte all’oligarchia irresponsabile e cieca di quel Paese. Non agisce come un Lincoln, per risolvere il problema della schiavitù e mantenere l’integrità nazionale nel 1861, o come un Roosevelt, di fronte alla crisi economica e al fascismo”.

“La cosa peggiore dell'attuale crisi economica che colpisce oggi la società nordamericana, è che le misure anticrisi risalenti ad altri momenti della storia del sistema capitalista imperialista degli Stati Uniti, non hanno consentito la ripresa della sua marcia normale.”