Citazioni
“Dunque, i governi di forza rimassero per molto tempo nel potere ed i governi di forza rimangono ancora nel potere nell’America. Ovviamente, tutto dipende dalle circostanze per contare o meno con l’appoggio del governo degli Stati Uniti”.
“Il popolo degli Stati Uniti provava simpatia per la lotta cubana. Quella Dichiarazione Congiunta era una legge del Congresso di questa nazione, in virtù della quale si dichiarava la guerra alla Spagna. Però, quell’illusione culminò con una spietata truffa”.
“I cubani che lottarono per la nostra indipendenza, i cubani che a quel momento davano il loro sangue e la loro vita, credettero di buona fede in quella Risoluzione Congiunta del Congresso degli Stati Uniti, di 20 aprile 1898, che asseriva che Cuba è e deve essere, di diritto, libera ed indipendente”.
“Il mondo non aveva avuto molti motivi per conoscere dell’esistenza di Cuba. Per molti era una sorta di appendici degli Stati Uniti. Addirittura per molti cittadini di questo paese, Cuba era una colonia degli Stati Uniti. Tuttavia sulla cartina non era così; sulla cartina noi abbiamo un colore ben diverso di quello degli Stati Uniti. Ma sulla realtà sì, era così”.
"E enquanto mais salientar essa luta, enquanto mais sobressair, enquanto se esforçarem os imperialistas por destruir esta Revolução, mais provocará a admiração e o interesse dos povos. É lógico. Isso é simplesmente, uma coisa lógica; porque os povos medem as forças do imperialismo e a força de Cuba. Então, os Estados Unidos empenhados... pela primeira vez não têm conseguido destruir uma revolução em tempos contemporâneos; pela primeira vez não têm conseguido submeter os povos. E perante esse fenômeno novo, os povos pensam, meditam, analisam e cada vez sentem mais simpatia para com a Revolução Cubana".
"Là dove le strade dei popoli sono chiuse, dove è feroce la repressione degli operai e dei contadini, dove è più forte il dominio dei monopoli yankee, la prima e più importante cosa è capire che non è giusto o corretto intrattenere i popoli con la vana e accomodante illusione di sradicare, attraverso vie legali che non esistono e non esisteranno, le classi dominanti, radicate in tutte le posizioni dello Stato, monopolizzatrici dell'istruzione, proprietarie di tutti i mezzi di diffusione e detentrici di risorse finanziarie infinite, una potere che i monopoli e le oligarchie difenderanno con sangue e fuoco con la forza della loro polizia e dei loro eserciti".
“E di fronte alla realtà oggettiva e storicamente inesorabile della rivoluzione latinoamericana, qual è l'atteggiamento dell'imperialismo yankee? Prepararsi a condurre una guerra coloniale contro i popoli dell'America Latina; creare l'apparato di forza, i pretesti politici e gli strumenti pseudo-legali firmati con i rappresentanti delle oligarchie reazionarie per reprimere con sangue e fuoco la lotta dei popoli latinoamericani”.
“L'imperialismo oggi significa il pericolo della guerra, la minaccia della guerra, di una guerra che farebbe impallidire le guerre precedenti, una guerra che significherebbe la distruzione di centinaia di milioni di vite, se qualcuno può calcolare la distruzione che causerebbe una guerra atomica.”
"Nel Che non solo ammiriamo il guerriero, l'uomo capace di grandi imprese. E ciò che lui ha fatto e quello che stava facendo, quel fatto di far fronte, contando soltanto su alcuni pochi uomini, a un intero esercito oligarchico, addestrato da consiglieri yankee, fornito dall'imperialismo yankee, sostenuto dalle oligarchie di tutti i paesi vicini: quel fatto costituisce un'impresa straordinaria".
"Qualcuno si sarebbe meravigliato che la Conferenza fosse costretta di segnalare - per motivi emanati non da pregiudizi politici ma dall’analisi obiettivo dei fatti- che la politica degli Stati Uniti ha un ruolo fondamentale nell’arginare lo stabilimento di una pace giusta e totale nella regione nell’allinearsi con l’Israele, appoggiarlo e lavorare per raggiungere soluzioni parziali favorevoli agli obiettivi sionisti e garantire i frutti dell’aggressioni israeliana a scapito del popolo arabo della Palestina e dell’intera nazione araba?"
"La base della pace nella regione comincia con il ritiro complessivo ed incondizionato dell’Israele dai territori arabi occupati e presuppone per il popolo palestinese la restituzione di tutti i territori occupati ed il recupero dei suoi diritti nazionali inalienabili, incluso il diritto al rientro alla sua patria, all’autodeterminazione ed allo stabilimento di uno Stato indipendente nella Palestina, nei limiti della Risoluzione 3236 dell’Assemblea Generale. Quanto sopra implica l’illegalità e la nullità delle misure adottate dall’Israele nei territori palestinesi ed arabi occupati, nonché dello stabilimento delle colonie od insediamenti nei territori palestinesi ed arabi, il cui smantellamento immediato è un’esigenza per trovare una soluzione al problema".