1 gennaio 1955
1/1/1955
  • Dalla prigione scrive una lettera al combattente Ñico López, che si trovava in Messico, da dove programmava di tornare a Cuba, insieme a Calixto García Martínez. Ñico López, in una lettera precedente, aveva reso partecipe Fidel dei suoi piani e quest’ultimo gli segnala: “Dovete farlo in maniera pubblica, dovete comparire davanti ai tribunali quale combattenti che presero parte dell’’assalto alla caserma Moncada. Procedo a spiegarvi le motivazioni. In questi momenti è troppo poco quel che potete fare voi nelle strade mentre noi siamo ancora in prigione. Quello che ti propongo di fare è qualcosa di degno e che commoverebbe sicuramente l’opinione pubblica. Il processo si riaprirà e potremmo togliere il paese dalle mani di Batista, proprio prima dalla presa di possessione del 24 febbraio. Questo sarebbe un colpo psicologico formidabile nel momento in cui tutte le voci richiamano incessantemente la nostra amnistia. L’udienza del processo tornerà ad essere nel centro dell’attenzione pubblica e diventerà una magnifica tribuna per esporre le nostre idee...”