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Condannato a 30 anni di reclusione il terrorista Francisco Antonio Chávez Abarca
La Sala dei Delitti contro la Sicurezza di Stato del Tribunale Provinciale Popolare de L’Avana, ha imposto, martedì 21 dicembre, la condanna a 30 anni di reclusione al salvadoregno Francisco Antonio Chávez Abarca per il delitto di terrorismo.
Fonte
Granma Internacional
Data
La Sala dei Delitti contro la Sicurezza di Stato del Tribunale Provinciale Popolare de L’Avana, ha imposto, martedì 21 dicembre, la condanna a 30 anni di reclusione al salvadoregno Francisco Antonio Chávez Abarca per il delitto di terrorismo.
Con una minuziosa presentazione di prove di periti, di documenti e con testimonianze, il tribunale ha chiarito i fatti terroristici eseguiti e orientati da Chávez Abarca alle persone assunte per mettere bombe nelle installazioni turistiche cubane.
Tra i testimoni varie vittime di quei fatti e altri testimoni oculari. Inoltre hanno testimoniato i cittadini di El Salvador e Guatemala, Raúl Ernesto Cruz León y Nader Kamal Musallam Barakat, rispettivamente, che hanno riconosciuto gli oggetti consegnati dall’accusato per eseguire le azioni terroristiche a Cuba.
Adottando questa decisione, il Tribunale ha considerato quanto approvato nell’aprile del 2008 dal Consiglio di Stato a proposito delle condanne a morte, che sono state commutate, ed anche il pentimento dell’accusato.
Chávez Abarca potrà fare ricorso in Cassazione, presso la Sala corrispondente del Tribunale Supremo Popolare.
“Obbedivo agli ordini di Posada Carriles”
Il salvadoregno Francisco Chávez Abarca, che è stato processato a Cuba per terrorismo, ha ammesso la sua responsabilità nell’esecuzione di un’ondata di attentati con bombe nell’Isola, nel 1997, per i quali aveva pagato vari centroamericani.
Nell’udienza orale cominciata lunedì 20 nella Sala dei Delitti contro la Sicurezza dello Stato del Tribunale Provinciale de L’Avana, Chávez Abarca “ ha riconosciuto la sua responsabilità nella scalata terrorista degli attacchi agli hotels a L’Avana e nella spiaggia di Varadero oltre che contro interessi cubani all’estero.
Inoltre il salvadoregno di 38 anni ha ammesso d’aver obbedito agli ordini diretti del terrorista Luis Posada Carriles, ed aver aiutato ad assumere cittadini centroamericani per gli attentati del 1997, nei quali fu ucciso un giovane italiano.
Tra questi ha citato i suoi connazionali Ernesto Cruz León e Otto Rodríguez Llerena, tutti e due condannati a morte come esecutori degli attentati, ma beneficiati dal Tribunale Supremo di Cuba, che ha commutato le pene in 30 anni di carcere negli appelli del 3 e del 6 dicembre.
Con una minuziosa presentazione di prove di periti, di documenti e con testimonianze, il tribunale ha chiarito i fatti terroristici eseguiti e orientati da Chávez Abarca alle persone assunte per mettere bombe nelle installazioni turistiche cubane.
Tra i testimoni varie vittime di quei fatti e altri testimoni oculari. Inoltre hanno testimoniato i cittadini di El Salvador e Guatemala, Raúl Ernesto Cruz León y Nader Kamal Musallam Barakat, rispettivamente, che hanno riconosciuto gli oggetti consegnati dall’accusato per eseguire le azioni terroristiche a Cuba.
Adottando questa decisione, il Tribunale ha considerato quanto approvato nell’aprile del 2008 dal Consiglio di Stato a proposito delle condanne a morte, che sono state commutate, ed anche il pentimento dell’accusato.
Chávez Abarca potrà fare ricorso in Cassazione, presso la Sala corrispondente del Tribunale Supremo Popolare.
“Obbedivo agli ordini di Posada Carriles”
Il salvadoregno Francisco Chávez Abarca, che è stato processato a Cuba per terrorismo, ha ammesso la sua responsabilità nell’esecuzione di un’ondata di attentati con bombe nell’Isola, nel 1997, per i quali aveva pagato vari centroamericani.
Nell’udienza orale cominciata lunedì 20 nella Sala dei Delitti contro la Sicurezza dello Stato del Tribunale Provinciale de L’Avana, Chávez Abarca “ ha riconosciuto la sua responsabilità nella scalata terrorista degli attacchi agli hotels a L’Avana e nella spiaggia di Varadero oltre che contro interessi cubani all’estero.
Inoltre il salvadoregno di 38 anni ha ammesso d’aver obbedito agli ordini diretti del terrorista Luis Posada Carriles, ed aver aiutato ad assumere cittadini centroamericani per gli attentati del 1997, nei quali fu ucciso un giovane italiano.
Tra questi ha citato i suoi connazionali Ernesto Cruz León e Otto Rodríguez Llerena, tutti e due condannati a morte come esecutori degli attentati, ma beneficiati dal Tribunale Supremo di Cuba, che ha commutato le pene in 30 anni di carcere negli appelli del 3 e del 6 dicembre.
