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Cresce la solidarietà internazionale a beneficio dei Cinque
Il movimento sindacale cubano spiega un ampio programma di attività internazionali a beneficio della libertà dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti dal 1998.
Fonte
PL
Data
Il movimento sindacale cubano spiega un ampio programma di attività internazionali a beneficio della libertà dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti dal 1998.
Raymundo Navarro, membro del Segretariato Nazionale della Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC), ha affermato che Antonio Guerrero, René Gonzalez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Gerardo Hernandez compiono lunghe condanne per evitare degli attentati violenti contro il popolo cubano, e, perfino, quello nordamericano.
Navarro ha segnalato che tra le azioni realizzate si sottolineano due conferenze di solidarietà effettuate nello stato messicano di Tijuana, un'altra in Belgio e che prossimamente avrà luogo una terza nei paesi nordici con la partecipazione di amici di Cuba.
All'appuntamento del Messico, alcuni sindacalisti nordamericani viaggiarono a quella nazione per esprimere la loro condanna contro tutte le manovre che realizza la mafia cubano-americana per mantenere incarcerati questi patrioti.
Ha spiegato che i sindacati europei hanno raccolto un numero importante di firme e fatte dichiarazioni in funzione di comunicarle al Governo degli Usa, reclamando la liberazione dei Cinque.
Esistono 300 milioni di persone in quella nazione che devono conoscere la realtà di questa ingiustizia e pertanto è un dovere far conoscere a tutto il mondo e lottare per il loro ritorno immediato alla Patria, ha concluso.
Raymundo Navarro, membro del Segretariato Nazionale della Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC), ha affermato che Antonio Guerrero, René Gonzalez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez e Gerardo Hernandez compiono lunghe condanne per evitare degli attentati violenti contro il popolo cubano, e, perfino, quello nordamericano.
Navarro ha segnalato che tra le azioni realizzate si sottolineano due conferenze di solidarietà effettuate nello stato messicano di Tijuana, un'altra in Belgio e che prossimamente avrà luogo una terza nei paesi nordici con la partecipazione di amici di Cuba.
All'appuntamento del Messico, alcuni sindacalisti nordamericani viaggiarono a quella nazione per esprimere la loro condanna contro tutte le manovre che realizza la mafia cubano-americana per mantenere incarcerati questi patrioti.
Ha spiegato che i sindacati europei hanno raccolto un numero importante di firme e fatte dichiarazioni in funzione di comunicarle al Governo degli Usa, reclamando la liberazione dei Cinque.
Esistono 300 milioni di persone in quella nazione che devono conoscere la realtà di questa ingiustizia e pertanto è un dovere far conoscere a tutto il mondo e lottare per il loro ritorno immediato alla Patria, ha concluso.
